L’Unione approva l’idea «Ma basta campanilismo»
Il presidente Pasini: «Solo a Lama, Fanano, Pivepelago e Fiumalbo ci sono 8.546 abitazioni da valorizzare»
Il progetto è piaciuto molto ai sindaci. A partire da Giovanni Battista Pasini (Lama), che in qualità di presidente dell'Unione nei giorni scorsi aveva già esortato a una riflessione sulle seconde case, chiedendo un censimento sui territori: «Oltre a Lama Mocogno hanno già risposto Pievepelago, Fiumalbo e Fanano- ha spiegato - e solo mettendo assieme questi quattro comuni risultano esserci a disposizione 7.168 seconde case di non residenti e 1.378 di residenti. Capite che stiamo parlando di un patrimonio notevole, ma non sempre all’altezza degli standard di accoglienza richiesti oggi dal mercato. Un progetto di ospitalità diffusa come quello lanciato da Cna può essere una straordinaria opportunità in tempi di virus. Ma da solo non basta: c'è bisogno innanzitutto di un superamento dell’iniqua tassazione che grava sulle seconde case, retaggio ideologico di un’epoca in cui chi aveva un’altra abitazione era ritenuto ricco, e ricchi i Comuni che ne avevano tante sul territorio. Poi ci vuole una strategia turistica di rete che superi finalmente i campanilismi e le competizioni uno contro l’altro. Perché al turista non interessano i confini comunali: interessa un territorio da vivere».
«È un progetto convincente, ma deve essere davvero un tavolo di comunità con professionisti che ci guidino tutti insieme verso i passi giusti - ha detto da Fiumalbo Alessio Nizzi - per noi poi è fondamentale un accordo di gestione con la Toscana».
«È da anni che parliamo di valorizzazione dell’immenso patrimonio immobiliare della montagna: mi auguro sia la volta buona - ha sottolineato da Montecreto Leandro Bonucchi - con un progetto che amplia gli orizzonti e che, se funziona, può portare lavoro sul territorio».
«Mi piace molto il discorso di una cabina di regia che accompagni nella valorizzazione di un patrimonio che anche su Pavullo è vastissimo - ha rimarcato l'assessore al Turismo Cinzia Belloi - abbiamo borghi semi abbandonati che potrebbero rinascere, ma le persone sono spesso scoraggiate a fare interventi di riqualificazione dalla complessità dei meccanismi per ottenere fondi. Una figura di riferimento cambierebbe sicuramente molte cose». —
d.m.
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