Gazzetta di Modena

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DURE CRiTICHE ALLA DECISIONE DEL COMUNE 

La Regione censura le multe per l’elemosina

Daniele Dei
La Regione censura le multe per l’elemosina

«La Costituzione è chiara l’attività per i bisognosi è libera».La Lega: «Il sindaco ha già detto che è disposto a modifiche»  

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«L’articolo 38 della Costituzione parla chiaro: l’attività per i più bisognosi è libera». Parola del sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Davide Baruffi che, intervenendo ieri mattina in Consiglio regionale a Bologna, ha riportato all'attenzione mediatica la questione del regolamento di polizia urbana del Comune di Sassuolo e in particolar modo dell'articolo 61, relativo alle multe da comminare a chi elargisce elemosina. Una vicenda che ha tenuto banco per diversi giorni e che ora torna a far parlare di sé.

Nonostante il sindaco Gian Francesco Menani, a inizio maggio, avesse detto di essere disposto a modificare quel punto chiarendo la linea di voler perseguire l'accattonaggio molesto perpetuato da persone che arrivano da fuori città, la consigliera regionale sassolese di Azione Giulia Pigoni ha presentato una interpellanza a cui ha dato risposta Davide Baruffi.

Il sottosegretario alla Presidenza ha voluto ricordare come, a seguito di sentenze della Consulta, il Codice penale italiano sia stato rivisto eliminando proprio sanzioni e rilievi penali per chi chiede la pubblica elemosina e per chi la fa, dopo che inizialmente prevedeva il reato di accattonaggio. Citati, sempre da Baruffi, anche i decreti dell'ex Ministro degli Interni Matteo Salvini i quali, ha spiegato, «non sanzionano la richiesta dell’elemosina se non nel caso che sia molesta per terzi od organizzata come forma di sfruttamento». «Era importante capire se la giunta condividesse il mio pensiero – commenta Giulia Pigoni – nonostante Menani abbia detto di voler fare un passo indietro, il consiglio comunale non ha ancora recepito la modifica del regolamento di polizia urbana. La questione non è più locale e lede i principi costituzionali, era giusto venisse trattata a livelli politici più alti. Ora attendiamo che il sindaco onori la parola data». Di diverso avviso l'altro consigliere regionale sassolese, il leghista Stefano Bargi che, come la Pigoni, sieda a sua volta nell'assise elettiva municipale della propria città.

«Baruffi ha fatto una "supercazzola" in aula – è la sua opinione – ha citato articoli di leggi e la Costituzione senza dare giudizi né politici né sul merito. La giunta regionale non ha la pertinenza di farlo, quanto avvenuto in Consiglio regionale è un fatto strumentale volto solo a porre ancora l'attenzione quando il sindaco ha già detto di voler rivedere il passaggio incriminato». —

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