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Un telefono amico nel Frignano I volontari chiamano i più fragili

D.M.

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«Passata la fase acuta dell’emergenza Covid, non sono passati solitudine e malessere ad essa legati. Anzi, in certi casi si stanno facendo anche più forti adesso». Con la forza di questa motivazione Valter Casolari, responsabile per la montagna del Centro di Servizio per il Volontariato Terre Estensi, lancia il nuovo progetto di aiuto che arriva per i 10 Comuni del Frignano dopo positivi riscontri di esperienze analoghe a Mirandola e Ferrara. Si chiama “Ascolto Solidale Frignano”, ed è nato anche per la sensibilità di Nevio Malagoli, presidente Avo Pavullo, con il coinvolgimento poi di altre associazioni di volontariato (Venezuela Viva, Vagabondi alla Riscossa) che fanno riferimento all’associazione di secondo livello “Insieme per gli Altri”, presieduta da Angela Arboresi.

Si tratta in qualche modo di un telefono amico (il 329.8592749), attivo durante tutta la settimana (lunedì e giovedì dalle 15 alle 17; martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12) con dall’altro capo della cornetta l’approccio friendly di volontari che, nel rispetto dell’anonimato, vogliono aiutare a superare le ferite umane lasciate dal momento, invitando alla speranza: «Non siamo degli psicologi, vogliamo offrire semplicemente conforto emotivo, ascolto e condivisione - spiega Casolari - ascolto di chi è triste per la perdita di un proprio caro, di chi si sente solo, di chi semplicemente vuole parlare con una voce amica di com’è andata la giornata... Tutto quello che può emergere dopo i mesi bui. Non abbiamo l’ambizione di proporre soluzioni: possiamo però orientare ad esse. Ciò che ci interessa è soprattutto l’apertura di un canale: per questo è stato scelto il telefono che, non vedendosi, lascia più liberi di parlare».

Il sistema funziona così: ricevuto il numero da chiamare (può farlo presente anche un amico) la centralinista lo passa al volontario che telefona al pomeriggio (se la segnalazione arriva alla mattina) o il giorno dopo (se arriva al pomeriggio) e poi richiama durante la settimana per vedere come va. Del gruppo, una quindicina di persone, fanno parte anche quattro studenti del Cavazzi, già educatori per i coetanei a scuola: «Sono stati tutti formati con un apposito videocorso seguito dalla dottoressa Simona Nicolini, esperta di comunicazione - sottolinea Casolari - la cosa speciale è che è un’iniziativa nata dal basso, da persone che sentono tutto il peso del momento come Ornella Rinaldi, da subito convinta sostenitrice del progetto con alcuni commercianti. È un aiuto da pari a pari». —

D.M.

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