Dehors, 51 progetti di modifiche presentati dai commercianti
Bar e ristoranti e numerose attività di altre tipologie hanno chiesto variazioni dopo le nuove regole
Sono 51 i progetti di modifica presentati dai commercianti al Comune per chiedere che vengano effettuate variazioni alla luce delle nuove norme anticontagio che impongono maggiore distanziamento. Le richieste sono state avanzate nell’ambito del sondaggio proposto dal Comune alle attività. Del tema e del milione messo a disposizione della fiscalizzazione, si è discusso durante un incontro tenutosi ieri pomeriggio tra Comune e associazioni di categoria.
«Numerose categorie sono rappresentate: bar, ristoranti, negozi. Le proposte arrivano dal centro, ma non solo - afferma il vicesindaco Stefania Gasparini - Si va dalle richieste più semplici, come la possibilità di mettere fuori un tavolo con due sedie per creare uno spazio d’attesa, fino alle progettualità più complesse. Noi alle tipologie di casi più semplici vorremmo dare risposta in tempi brevissimi, mentre ci siamo presi tutta la prossima settimana per analizzare le altre domande. Tutti coloro che hanno presentato i progetti saranno ricontattati, così come chi vorrà presentare la domanda più avanti, sarà libero di farlo. Sono contenta dell’adesione e che l’iniziativa sia stata ben recepita». L’amministrazione, inoltre, ha proposto di estendere l’esenzione della Cosap oltre il mese di ottobre.
Durante il vertice di ieri si è verificato inoltre un battibecco tra sindaco e qualche esponente delle associazioni di categoria, ma in generale l’incontro è stato valutato positivamente. «Cerchiamo qualche soluzione che serva a garantire sicurezza a chi è stato danneggiato in questi mesi» afferma Francesco Stagi di Cna.
«Da subito abbiamo chiesto che ci fosse una moratoria al regolamento sui dehors - aggiunge Massimiliano Siligardi di Confesercenti - Siamo felici che i commercianti abbiano colto l’opportunità di chiedere le modifiche necessarie e continueremo a confrontarci su come attuare la defiscalizzazione».
«I nostri associati hanno presentato diverse proposte di modifiche - sottolinea Andrea Baraldi di Confcommercio - Questo per compensare tutto i posti che inevitabilmente si perderanno con le nuove norme. Siamo contenti che rispetto alle prime linee guida si sia arrivati al distanziamento di un metro è sicuramente un risultato. Il danno più grosso è a carico di ristoranti. Sappiamo, poi, che ci sarà qualche problema di ordine pubblico come, ad esempio, in piazza Garibaldi, e che il comitato di residenti protesterà, ma bar e ristoranti rappresentano una filiera importantissima da cui dipendono più persone. Si dice spesso: “O ci salviamo tutti, o nessuno”. Facciamo quindi un appello ai residenti e ai vicini per sensibilizzarli in questo senso». —
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