Gazzetta di Modena

Modena

l’edificio e l’abuso edilizio 

«Garage Ferrari acquisito: il Comune agì correttamente»

Carlo Gregori
«Garage Ferrari acquisito: il Comune agì correttamente»

Il consiglio di Stato respinge il ricorso dei vicini che chiedono la demolizione: «Farlo proprio come bene pubblico rientrava nel Piano di Mobilità Sostenibile»

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Caso Garage Ferrari: il Comune di Modena non è stato inottemperante alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. La Sezione Giurisdizionale del Consiglio di Stato è tornata con una nuova sentenza sulla vicenda del garage in parte abusivo al centro di un “tormentone” legale iniziato trent’anni fa dopo una concessione edilizia del Comune che autorizzava il progetto di una costruzione in cemento armato per una volumetria risultata poi eccedente addirittura di un terzo sul massimo consentito.

Un caso clamoroso che aveva spinto il Consiglio di Stato a ordinare la demolizione, come chiedeva il vicinato. Dopo un lungo andirivieni di altre cause e prese di posizione diverse, nell’agosto 2018 il sindaco Gian Carlo Muzzarelli annunciò che, con un accordo con Ba Service (la società di Piero Ferrari in liquidazione), il garage sarebbe stato acquisito gratuitamente tra i beni comunali per uso pubblico in quanto a ridosso del centro in una zona trafficata. Se il vicinato che da sempre chiede la demolizione, assistito dall’avvocato Ludovico Della Fontana, ha perso un primo ricorso al Tar nel maggio 2019, ora anche il Consiglio di Stato gli dà torto quando afferma che va annullato il provvedimento firmato dal sindaco nell’ottobre 2018 che acquisisce l’immobile di viale Trento Trieste anziché distruggerlo. Il motivo esposto dal Consiglio di Stato, scritto in poche righe, è in sostanza che la procedura adottata dal Comune è regolare e valida. Inserendo il parcheggio nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, adottato nel marzo 2019 – l’amministrazione comunale «si è mossa entro i limiti oggettivi del giudicato amministrativo che assegnava espressamente alla scelta amministrativa del Comune, quella di una acquisizione alla mano pubblica della proprietà dell’edificato in discorso». A maggior ragione, sottolineano i giudici di Roma, dal momento che la proprietà Ba Service l’ha ceduta gratuitamente a vantaggio di tutta la comunità modenese. Infine, scrivono i giudici della Sesta Sezione, una volta chiarita «la posizione di colui che abbia realizzato in buona fede l’opera abusiva sulla base di titolo annullato rispetto a quanti abbiano realizzato opere parimenti abusive senza alcun titolo, ne consegue che gli odierni ricorrenti non hanno un interesse qualificato a far valere l’illegittimità dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale sofferta dal proprietario dell’immobile, il quale soltanto avrebbe diritto a dolersene». Per questo il ricorso è respinto e i vicini sono obbligati a pagare le spese legali.

A quanto pare, si avvia così alla chiusura un caso giudiziario tra i più lunghi registrati nella nostra provincia. Un caso che ebbe una prima sentenza, dopo altri atti legali, già nel 1994, quando il Tar annullò il provvedimento di rinnovo della concessione edilizia per la costruzione del garage alla società Fiorano 2 (poi Ba Service) proprio perché era emerso che la cubatura dello stabile era oltre i limiti. Che si trattasse di un vero e proprio abuso edilizio - terminato e del tutto portato avanti con l’attività del garage - emerse con la sentenza del Consiglio di Stato nel maggio 2014 che poneva un’alternativa: o la proprietà presentava domanda di sanatoria per le cubature eccedenti o si procedeva alla demolizione. Nel 2016 il Tar annullava un provvedimento del Comune e nominava un commissario ad acta (il provveditore ai Lavori pubblici della regione) per demolire l’edificio, come speravano i vicini. Ma non si arrivò mai alle ruspe. Ba Service decise di cedere gratuitamente l’edificio al Comune. —

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