Per Blumarine ora si spera in un’altra cassa integrazione
La prima, famosa sfilata annunciata per settembre, dopo il passaggio di proprietà a Marchi di Liu Jo della griffe di moda carpigiana Blumarine, è in forse per l’emergenza sanitaria che ha inciso profondamente sull’economia. Questo è emerso durante l’incontro avvenuto ieri fra sindacati e una rappresentanza dell’azienda di via Ferraris. Le sigle si sono concentrate in particolare sulla richiesta di un anticipo sulla cassa integrazione. «Nonostante la nostra insistenza, ci è stato detto che, data la difficile congiuntura aggravata dal Covid, non esistono le condizioni finanziarie per poterlo fare, ma si stanno studiando altre soluzioni – spiega Sergio Greco di Cgil Filctem – Diviene difficile, visto il momento attuale, formulare ipotesi anche su future collezioni. Rimaniamo in attesa di risposte dall’azienda su un altro periodo di cassa integrazione dopo quella in corso che terminerà a fine giugno. Su Blumarine si era abbattuta la scure dei licenziamenti di oltre la metà dei dipendenti, pari a una sessantina, provvedimento arrivato come un fulmine a ciel sereno sui lavoratori. La situazione rimane tuttavia drammatica, anche se i licenziamenti tecnicamente sono stati revocati nelle scorse settimane in seguito al decreto emanato dal governo». I sindacati potranno così ripartire con la trattativa, una volta finito il periodo di emergenza. La speranza delle sigle è che, nel frattempo, i contorni del piano industriale siano più chiari. —
Serena Arbizzi
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