«Carcere, situazione incredibile Sant’Anna distrutto dalla rivolta»
Il garante Marighelli ha raccontato la drammatica visita dopo i fatti dell’8 marzo «Oggi il problema più grave nelle strutture della regione è il sovraffollamento»
«Una situazione incredibile, con gli edifici danneggiati dal fuoco, gli arredi e gli impianti elettrici distrutti, sia nel nuovo che nel vecchio padiglione». Una situazione constatata da Marcello Marighelli, garante regionale dei detenuti dell’Emilia Romagna, l’8 marzo scorso, durante la visita al carcere modenese di Sant’Anna dopo la rivolta che ha causato nove decessi. Un tema affrontato ieri, durante la commissione Parità e diritti della Regione. «Il problema più grave- ha spiegato il garante - è il sovraffollamento». Due, in particolare, le criticità segnalate da Marighelli: in primis «c’è grande carenza di spazi per il pernottamento, ma anche per le attività lavorative e per quelle di rieducazione», e in secondo luogo «in Emilia Romagna sono detenute molte persone che non hanno un legame con la regione, quindi diventa difficile il reinserimento sociale».
Per quanto riguarda i numeri, prima dell’emergenza si registravano quasi 4mila detenuti, rispetto a una capienza regolamentare inferiore a 3mila posti, «poi gradualmente questa presenza si è ridotta, soprattutto a causa della necessità di provvedere ai trasferimenti (in totale 457) a causa delle rivolte nelle carceri di Modena, Bologna e Reggio Emilia. Tuttavia, anche se il numero dei detenuti è calato, «i problemi ancora ci sono», visto che «ci sono 177 persone in più nel carcere di Bologna, 105 a Ferrara, 99 a Reggio e 79 a Piacenza». Un’altra criticità è rappresentata dalla detenzione delle donne: «A Modena - ha spiegato ancora il garante - si registrava la presenza di 41 donne, poi la struttura è stata completamente evacuata e le donne trasferite principalmente a Trento». Marighelli ha quindi spiegato che si è «cercato di verificare che non fossero presenti nelle carceri donne con bambini in questa fase emergenziale, perché la presenza di bambini nelle carceri è un problema serio nella nostra regione». Nel 2019, infatti, in Emilia Romagna «sono stati 15 i neonati presenti, rimasti diversi giorni nelle nostre carceri nonostante non siamo dotati dell’istituto a custodia attenuata per madri detenute, di casa famiglia protetta o della sezione penitenziaria nido». Per quanto riguarda le rivolte, il garante spiega di aver visitato, l’11 marzo, il carcere di Sant’Anna, trovando «una situazione incredibile: gli edifici erano danneggiati dal fuoco, gli arredi e gli impianti elettrici erano distrutti, sia nel nuovo che nel vecchio padiglione». Le funzionarie della Regione Anna Cilento e Monica Raciti affermano poi che «le rivolte sono state tragiche e hanno colpito duramente anche il personale sanitario, ma tutto sommato il sistema ha retto bene». Per quanto riguarda i danni provocati dalle rivolte, il consigliere modneese della Lega Simone Pelloni ha chiesto « se sia vero che ammontano a 450mila euro», affermando che «se si fosse comunicato e concordato meglio, predisponendo un’opera di mediazione, forse qualcosa si sarebbe evitato». La modenese del Pd Francesca Maletti ha invece chiesto «maggiori informazioni anche sui tempi di ristrutturazione delle carceri, specie a Modena», e l’altra dem Roberta Mori ha ribadito che «il nostro compito sarà supportare le istanze del garante e cercare di impegnare con atti politici i nostri rappresentanti in parlamento». —
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