Comitato residenti alle associazioni «Tra i nostri diritti c’è anche il riposo»
«Temiamo una deregulation selvaggia per i prossimi mesi Sotto casa frastuono e cori da stadio fino a notte inoltrata»
Contenere schiamazzi e assembramenti. Questi due degli obiettivi del decalogo stilato dal comitato dei residenti del centro. Prende nuovamente corpo la polemica dopo l’appello delle associazioni di categoria al comitato, fatto contestualmente all’arrivo di 51 proposte di modifica a dehors e spazi esterni alle attività.
«Dal post terremoto noi residenti abbiamo subito la deregulation selvaggia in tema dehors e la beffarda inosservanza del “regolamento rumore” da parte di alcuni dei pubblici esercizi - dice il comitato - Oggi anche noi siamo stati pesantemente toccati dalla crisi e ogni mattina ci dobbiamo alzare dopo notti insonni per lavorare. Ci sembra quindi irrispettoso che di nuovo ci vengano chiesti “sangue, sudore e lacrime” senza ottenere nulla in cambio».
«Tornando tuttavia al tema più importante, quello legato all'emergenza sanitaria, come comitato che conosce la situazione perché la vive ogni notte, la preoccupazione per prevedibili comportamenti pericolosi resta forte - prosegue - Se il sindaco e la giunta ci avessero convocato negli incontri con le associazioni, dato che anche i residenti sono sicuramente una categoria interessata, avremmo avanzato alcuni suggerimenti». Di seguito le proposte. «Orari di apertura e somministrazione alcolici. Si sarebbe potuto iniziare per step, come tanto va di moda in questo momento. Magari prevedendo la chiusura alle 23. Questo di certo avrebbe potuto contenere gli assembramenti e così limitare una possibile nuova diffusione del virus». «Si sarebbe potuto vietare la vendita da asporto, come hanno deciso tanti Comuni. Sempre per evitare capannelli e per consentire anche ai locali di gestire con maggiore rigore la clientela a tavolino».
I residenti sono inoltre contrari al «prorogare la deroga ai regolamenti fino al 31 ottobre. Per noi si tratta ancora di sei mesi di deregulation che temiamo selvaggia per il nostro diritto al riposo e nefasta per la possibilità di nuovi contagi. Si sarebbe potuto procedere anche in questo caso per step, verificando eventuali criticità nel corso della stagione». Sul tema musica, la proposta è di limitare al massimo il volume. «Esiste un regolamento comunale al riguardo che viene disatteso - aggiungono - Ricordiamo inoltre che l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute dei cittadini anche nei riguardi dei rumori che provocano danni di vario genere alla salute».
Si chiede poi di «contenere gli schiamazzi con cori da stadio a tutte le ore . C'è una recentissima sentenza della Cassazione (28570/2019) al riguardo che prevede la responsabilità del gestore, che deve limitare il disturbo anche fuori del locale e che è penalmente perseguibile nel caso di inosservanza. Quindi in riposta all’appello delle associazioni “O ci salviamo tutti o non si salva nessuno” chiediamo a queste di farsi portavoce nei confronti dei loro associati delle nostre ragionevoli istanze ossia: il rispetto dei nostri diritti, il poter vivere l’intimità delle nostre case, l’applicazione rigorosa di norme e regole, il controllo delle forze dell'ordine. Riguardo all’amministrazione, resta ancora nebulosa la modalità di attuazione in concreto dell'ordinanza. A conclusione ribadiamo la nostra piena solidarietà con i gestori, consci delle difficoltà che anche loro, come noi tutti, stanno vivendo. Chiediamo che altrettanto i gestori possano comprendere le difficoltà dei residenti dimostrandolo nei fatti e che l'amministrazione sia attenta nei confronti di chi in centro non solo ci lavora, ma ci vive». —
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