I 70 anni della Casa della Carità Parola d’ordine: generosità
Suore, disabili, famigliari e amici volenterosi permettono alla struttura di vivere Nel 1950 fu creata grazie alla generosità di Pietro Marazzi e don Mario Prandi
Alfonso Scibona
Al via domani pomeriggio alle 16, con una messa che sarà celebrata dal vescovo emerito sassolese monsignor Luciano Monari dalla chiesetta interna (alla quale sarà possibile assistere in streaming) le celebrazioni per il 70° anniversario dalla fondazione della Casa della Carità “La visitazione” di Sassuolo.
La struttura di via Carissimi, fortemente voluta dal dottor Pietro Marazzi e da don Mario Prandi parroco di Fontanaluccia con l’aiuto di suor Maria Giubbarelli, la prima carmelitana minore della Carità, è da decenni il punto di riferimento per l’assistenza con domicilio di persone cui la vita non ha riservato un’esistenza normale.
«La Casa della Carità è una famiglia, forse un po’ particolare - scriveva in una lettera don Prandi - perché costituita da persone molto diverse fra loro: una nonna, una bimba mongoloide, un bimbo in carrozzella, le suore che fanno da mamme e il Signore che è il “Padrone di Casa”. Essi non sono degli estranei fra di loro, ma familiari e condividono tutta la loro vita: mangiano insieme, pregano insieme, si divertono insieme».
Negli anni tutto questo ha continuato ad essere portato avanti dalle suore ma anche da un gruppo di volontari che quotidianamente sono all’interno della struttura per aiutare gli ospiti nelle loro necessità quotidiane.
La Casa della Carità venne inaugurata il 9 dicembre 1950 e da domani a dicembre ci sarà un nutrito calendario di eventi in preparazione che porteranno alla data del settantesimo.
Gli inizi dell’attività furono di grande precarietà e povertà, come riportano alcune testimonianze, ma anche di grande fede. Oggi, per altri motivi, la situazione è analoga, con debolezze e incertezze nella quotidianità scandita dalla pandemia da coronavirus. Tantissimi sassolesi ne hanno fatto il loro punto di riferimento per donazioni di vario genere: dalla semplice offerta alla donazione di buoni spesa (tra questi i produttori di aceto di Sassuolo), passando per una somma ricavata dall’acquisto di bomboniere per le nozze alla consegna diretta di generi alimentari o di denaro provente da lotterie.
«La situazione attuale - hanno detto i responsabili - ci ha spinto verso la trasmissione in streaming della liturgia, con la quale speriamo di raggiungere il maggior numero di persone. A tutti rivolgiamo l'invito di unirsi in comunione e preghiera per vivere in fede, speranza e carità, la nostra vita e l’augurio di rivederci e stare insieme prima possibile». La trasmissione della celebrazione avverrà su Facebook nelle pagine di Parrocchia di Rometta – Sassuolo, Unità pastorale Sassuolo centro, parrocchia di San Michele de’ Mucchietti e su Pigneto City. —
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