L’ordinario è straordinario dopo quel 9 di marzo
Eccomi qui che come Davide mi trovo davanti ad un nemico più grande di me. Il problema è che io non sono Davide e il mio avversario non è Golia. Mi chiamo Chiara, sono una ragazza qualunque che frequenta l’università e che due volte alla settimana fa la cameriera in un bar. Le mie settimane non hanno nulla di speciale; frequento le lezioni, studio, lavoro. Durante il weekend esco con le mie amiche, andiamo a ballare, ma solo ogni tanto, perché preferiamo di gran lunga stare sedute intorno ad un tavolo a fare un aperitivo o a mangiare una pizza. Questa era per me la normalità prima del 9 marzo. Da quel giorno non sono uscita di casa, non vado all’università, né tantomeno a lavorare, non vedo le mie amiche o mia nonna. Il tempo si è come dilatato. Il 5 maggio ho compiuto 20anni e spegnendo le candeline il mio pensiero è andato tutti coloro che hanno combattuto, che combattono e che combatteranno affinché ognuno di noi possa tornare a quella ordinarietà che oggi più che mai ci sembra così straordinaria. —
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