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MONTESE. l’amicizia con il pavullese palladini 

Una vita da leggenda don Ettore a 94 anni continua a lottare per l’Amazzonia

Daniele Montanari
Una vita da leggenda don Ettore a 94 anni continua a lottare per l’Amazzonia

Ha festeggiato il compleanno nella sua missione in Brasile Dal 1950 con gli indios, contro i disboscamenti selvaggi

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Daniele Montanari / MONTESE

Per Dino Buzzati, rimasto affascinato dalla sua lotta per l’Amazzonia, era “un James Bond al servizio segreto di Dio”. Sempre in missione, nel luogo più di frontiera che ci sia. E là, nel cuore profondo del Brasile, mercoledì ha festeggiato i suoi 94 anni padre Ettore Turrini, una leggenda missionaria (ricevuto da tutti i Papi) con salde radici modenesi.

È nato infatti il 27 maggio 1926 a Iola di Montese, dove gli è rimasta ancora una sorella della sua grande famiglia (una decina i fratelli). A 12 anni andò a studiare dai frati all'eremo di Ronzano, a Bologna vicino a San Luca, per poi decidere di prendere i voti tra i Servi di Maria. L'impulso da evangelizzatore di frontiera lo portò subito a girare il mondo, fino all'arrivo nel 1950 a Sena Madureira, comune di 35mila abitanti nello Stato dell'Acre dove l'ordine era presente dal 1920.

La porta sud-ovest dell'Amazzonia, dove i sentieri portano a perdersi tra gli alberi senza fine, tra gli indios.

Dopo 60 anni spesi al loro fianco, padre Ettore nel 2009 era tornato a Ronzano, ma il richiamo si è fatto sempre più forte fino a portarlo nel dicembre 2016 a una nuova partenza: volo intercontinentale a 90 anni.

«Me lo ricordo bene, perché gli ho fatto io la valigia – racconta l'amico pavullese Ivano Palladini – e lo accompagnai a Roma. Che uomo straordinario: l'ho conosciuto nel 2011 tramite Marino Ferrari e il suo amico Loris che mi diede un suo libro sull’Amazzonia. Chiamai l'eremo, rispose lui e gli dissi: “Padre, sono innamorato dell'Amazzonia e vorrei conoscerla”. “Anche io, entrambe le cose” mi rispose. E da lì è nata una bella amicizia legata anche alle nostre comuni origini montanare. Quante storie di vita vissuta. Da giovane aveva anche il brevetto per gli aerei da turismo, che gli servivano per spostarsi là; un paio di volte ha rischiato la pelle negli atterraggi di fortuna». L’anno scorso Ivano lo è andato a trovare per il compleanno, e quest'anno ha voluto subito che dalla missione gli mandassero la foto con la torta dei 94 anni, nonché video in cui padre Ettore, ancora in buona forma, ringrazia tutti gli amici, vicini e lontani, dell'affetto: «Mi date una gioia grande, vi sono molto obbligato per questa festa» dice in portoghese.

Ma la vita padre Ettore non l'ha rischiata solo in aereo.

Assieme al frate bolognese Paolino Baldassarri si schierò a difesa della foresta e della sua popolazione contro gli interessi dei “madeireiros”, i trafficanti di legname, tanto che i due furono indicati da Marina Silva, ministra dell'Ambiente 2003/08 sotto la presidenza Lula, come i maggiori difensori del mogano in Amazzonia.

E questo grazie anche all'intelligenza del frate nel sollevare cavilli e cuse legali anti-disboscamento e l’impegno a rendere parco naturale l'area della loro immensa parrocchia.

«Io e Paolino rischiamo la vita ogni giorno – diceva in un'intervista del 2005 - ma non importa, l'importante è che il governo cambi leggi ingiuste e salvi la foresta».

Anche oggi continua la battaglia, nonostante tutto, con il carisma che deriva dall’età e il coraggio che continua a infondere nella popolazione, che lo adora. Per la missione ha costruito un lebbrosario, scuole e un grande ospedale nella città di Rio Branco.

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