Il turismo di Castelvetro tra vigne e sentieri Mezzacqui: «Ripartiamo per l’estate»
Come la cittadina riorganizza i tanti eventi in calendario
castelVetro
Manifestazioni e spettacoli cancellati, rinviati o da riorganizzare? Sono queste le alternative del Comune che nell'ultimo quinquennio ha puntato massicciamente sul turismo come moltiplicatore delle attività economiche di Castelvetro.
Ma dopo quattro anni di crescita ininterrotta, con i arrivi e presenze che hanno quasi sfiorato il raddoppio, il Covid ha spazzato via ogni ipotesi di programmazione.
Dama Vivente, Divina Maratona o Calici di Stelle assieme al cartellone estivo di film e spettacoli sono in attesa delle prossime direttive ministeriali. Da Roma, con un occhio ai contagi e l'altro alla ripartenza, i ministeri competenti ripetono una sola direttiva: “Presenze ridotte e distanziamento”.
«Bene, se il problema è questo si può andare avanti lo stesso – dice piena di energia l'assessore al turismo e alla cultura, Giorgia Mezzaqui – Assieme ai titolari di agriturismi, ristoranti, cantine e associazioni proviamo a risistemare quello che non abbiamo potuto fare sino a oggi. Non ci vogliamo fermare, per dare un segnale a tutto il territorio e andare avanti. La ripartenza va fatta per gradi: per questo tra due settimane sarà riaperto il Museo Rosso Graspa, che è il simbolo del nostro lambrusco. Quanto alla Dama Vivente stiamo aspettando cosa deciderà l'associazione. Per quanto riguarda gli spettacoli per i bambini, i film, i convegni e le conferenze ci adegueremo alle norme nazionali. In questi mesi di blocco abbiamo continuato a lavorare per la ripartenza».
I numeri confermano il lavoro fatto sinora. Il dopo - pandemia sarà un esame di laurea per vedere che cosa resta dei turisti del fine settimana o di quelli che arrivano dall'estero per fare una vacamza nelle “Langhe modenesi”. Tra le colline ricamate dalle vigne ci sono quelli che hanno cominciato a percorrere le strade meno battute per il turismo lento, a piedi o in bicicletta. L'anno scorso e quello precedente si cominciavano a vedere gruppi di camminatori o ciclisti con lo zaino leggero e il furgoncino al seguito, che a tappe prefissate arrivava per i rifornimenti o per scaricare i bagagli prima di cena.
I numeri sono lì a confermare una crescita che è partita da 28.426 mila presenze (di cui quasi un terzo stranieri) nel 2015 ai 55.598 di cui 17 mila arrivati dall'estero nel 2019. Questo spiega la crescita impetuosa, anche nei comuni confinanti, di tanti B&B piuttosto che di piccoli locali . «Abbiamo anche preparato tre cammini per escursionisti, che dall'anno scorso sono disponibili per chi vuole scoprire a piedi il nostro territorio» aggiunge Mezzacqui. Lei e il suo staff non si fermano e mettono a punto progetti per intercettare, quando ripartiranno, quei turisti che vanno alla scoperta delle piccole capitali padane, dei santuari laici del gusto dove si preparano parmigiano e balsamico. E poi c’è quel mezzo milione di visitatori dei musei motoristici sparsi a Modena, dai due della Ferrari a Horacio Pagani, comprese le collezioni prestigiose di vetture d’epoca.
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