Gazzetta di Modena

Modena

daniela mancini saliceto panaro  

«Alla fine erano i bambini a correggere noi adulti»

«Alla fine erano i bambini a correggere noi adulti»

1 MINUTI DI LETTURA





«Inizialmente l’idea di gestire la relazione a distanza mi ha spaventata moltissimo, per l’incompetenza rispetto ad alcuni strumenti informatici che alcuni colleghi raccontavano di conoscere e di usare già dai primissimi giorni. Poi, mossa dalla sfida che si apriva davanti a me e dalla voglia di recuperare subito i sorrisi dei miei alunni, ho dato il via ad una serie di lunghissime giornate dedicate a “prove ed errori” con la mia preziosissima collega. Lati positivi? Abbiamo continuato a vederci, ogni giorno, rigorosamente con microfono disattivato e telecamera accesa, a ridere, a sbagliare e a correggerci (sì, perché i bambini stessi talvolta correggevano noi adulti!). Lati negativi? La mancanza della fisicità, che è la benzina del lavoro dell’insegnante, l’impossibilità di fare una carezza, di guardarli dritto negli occhi e di sederti accanto a loro. Aspetto irrinunciabile? La collaborazione tra colleghi, genitori e alunni: i tre ingredienti indispensabili per una buona scuola, sempre e ovunque». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google