«Il vero insegnamento non nasce in una webcam»
«Questa pandemia ha attivato un'inedita dinamica socio-psicologica in cui, in sincrono, noi adulti e i bambini, abbiamo condiviso angosce sul presente e incertezze sul futuro. Da docente ho vissuto in questo inatteso contesto il peso della limitante DAD, che è stata, comunque, un canale per provare a tenere acceso il calore della relazione educativa e dell'affettività. I bambini, i loro arcobaleni disegnati, i sorrisi e le espressioni imbarazzate in video o nelle foto inviate dai genitori, i messaggi di preoccupazione e le difficoltà nello stare al passo con le attività, hanno rappresentato uno stimolo a svestire i panni da supereroe per rivestire gli stessi abiti, spesso stretti e scomodi, dei miei alunni, condividendo emozioni, imparando modalità nuove per esserci e mettersi in gioco. In ogni caso un insegnamento significativo non nasce dallo sguardo intrusivo di una webcam ma da quello amorevole del maestro e non esistono scorciatoie tecnologiche: è la relazione che genera cambiamento nella vita dei nostri alunni». —
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