«La didattica a distanza? Un nuovo quotidiano»
«La nuova sigla DAD è entrata a far parte del mio quotidiano senza capire cosa sarebbe accaduto. Mi sono chiesta cosa potessi fare per i miei alunni e così, mettendo da parte le regole della scuola, ho deciso di fornire il mio numero di cellulare e la mail ai genitori potendo così comunicare con i bambini in modo più diretto. Tra mille domande, perplessità e pensieri ecco l'idea per partire. Prima dell’aspetto didattico serviva ben altro: un video di saluto, un messaggio di auguri per chi in quel periodo festeggiava il compleanno, la lettura di un libro, un racconto particolare. Così è iniziata la mia didattica a distanza, cercando di comunicare con i bambini, capendo il loro stato d’animo, i loro pensieri, le loro emozioni, cercando di affiancarli in quel loro "nuovo" quotidiano, così come sarebbe stato a scuola, tra battute, risate, momenti di riflessione e piccoli rimproveri. Poi sono iniziate le video lezioni e la trasmissione dei contenuti didattici, necessari certo, ma che in questo periodo, non erano proprio la priorità». —
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