Gazzetta di Modena

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dopo la cerimonia della corriera fantasma 

Pd e Anpi attaccano Greco «Comparsate di un nostalgico»

Mattia Cocchi

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MIRANDOLA

Il coordinatore Pd dell’Area Nord Simone Silvestri e il segretario Pd di Mirandola Marco Azzolini replicano in un comunicato alla commemorazione istituzionale del sindaco di Mirandola Greco che ha presenziato, con tanto di fascia tricolore, a una cerimonia privata a San Possidonio senza che il sindaco Carlo Casari fosse stato invitato: «L’uso della fascia tricolore è stabilito da norme di legge e il rispetto per i colleghi è stabilito da regole di buon senso. Il sindaco Greco, ancora una volta, ha dimostrato di non avere a mente né le une né l’altro - continua poi - Il sindaco, nelle sue vesti di rappresentanza dell’Amministrazione e di funzionario di governo, dovrebbe limitarsi a un uso strettamente istituzionale della fascia tricolore e, invece, ha partecipato a una cerimonia privata di nostalgici come se presenziasse a una cerimonia pubblica e si è ben guardato dal notificare la sua presenza al sindaco di San Possidonio Casari che non è stato né avvertito né invitato. Da un primo cittadino ci aspetteremmo almeno la conoscenza della storia locale. La libertà a Mirandola l’hanno portata i partigiani e gli alleati che hanno sconfitto il nazifascismo, non certo i seguaci di Salò. I morti non hanno colore e meritano tutti pietà. Sono le motivazioni che fanno la differenza, non le vittime. Non sarebbe ora che questi attempati giovanotti nostalgici la smettessero di giocare alla “lotta di liberazione dai rossi”? Come ebbe a dire un ex amministratore mirandolese: è facile fare il fascista in democrazia, altra cosa fare il partigiano sotto la dittatura».

Non mancano le critiche anche dall’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani:

«Come Associazione Nazionale ex partigiani e antifascisti italiani, sezione di Mirandola, esprimiamo incredulità e allo stesso tempo preoccupazione per la comparsata del primo cittadino mirandolese, con tanto di fascia tricolore, accompagnato dal deputato della Repubblica democratica Italiana, onorevole Golinelli, avvenuta a San Possidonio sabato scorso. Premettendo che nella tragedia della guerra gli italiani sono stati trascinati dal Duce del fascismo non certo perché lo avessero scelto e che nella guerra si uccide quindi che si possa morire è la sacrosanta verità, certo che non capire la differenza, anche storica, fra chi dopo l’8 settembre 1943 ha compiuto una scelta individuale e volontaria di ribellione al nazifascismo e quella di chi ha deciso di continuare a collaborare insieme agli occupanti nazisti lascia veramente sbigottiti.

Il sindaco si dovrebbe limitare all’esercizio delle sue funzioni come previsto dalla legge e smetterla di pontificare con retorica di stampo populista, revisionista quando non apertamente neofascista che poco ha a che vedere con la religione.

Dopo questa ennesima provocazione prendiamo ufficialmente le distanze da questa amministrazione...I nostri valori sono quelli previsti dalla Costituzione che è antifascista mentre le parole espresse dal primo cittadino vanno per l’ennesima volta in un’ altra preoccupante direzione». —



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