Anpi: «Le condizioni per una riconciliazione»
MIRANDOLA
Anche l’Anpi provinciale critica duramente la presenza ma soprattutto le parole del sindaco Alberto Greco alla cerimonia a San Possidonio per l’anniversario dei morti della “corriera fantasma”.
«Si invoca “una vera rappacificazione nel rispetto di tutti coloro che combatterono quella terribile guerra civile”. A parte il fatto che non si è trattato di una “guerra civile” nella accezione corrente - sottolinea il presidente Lucio Ferrari - , ma di una lotta antifascista, per la democrazia e la liberazione dal nazifascismo, occorre intenderci cosa significa “rappacificazione”. Se con questo vogliamo intendere il rispetto per la vita e la pietà per tutti i morti e se tutti accettiamo e facciamo nostre le verità storiche degli avvenimenti del Novecento, compreso le tragedie come quella della “corriera fantasma” da parte di tutti, penso che questo sia possibile. Se invece si intende, come sembrano affermare i partecipanti alla commemorazione del 30 maggio, una riconciliazione fra le parti che furono in lotta nella guerra di Liberazione ovvero che mettiamo sullo stesso piano la Festa della Liberazione e coloro che si schierarono ed aderirono alla Repubblica Sociale Italiana con un sostanziale riconoscimento di quest’ultima, ebbene questa riconciliazione non è non sarà mai possibile. Per questo la commemorazione del 30 maggio è stato un grave atto di propaganda politica ed istituzionale, così come è stato un grave atto politico quello del sindaco di Finale Emilia che si è presentato sui social il 25 aprile per un suo messaggio in “camicia nera”. Affermiamo queste posizioni nel massimo rispetto delle Istituzioni che i sindaci rappresentano: chiediamo un analogo rispetto per l’Anpi, nata e riconosciuta 75 anni fa come Ente Morale, per gli alti valori che essa rappresenta». —
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