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Centri estivi, la Regione stanzia 6 milioni Alle famiglie bonus di 336 euro per figlio

Luca Gardinale
Centri estivi, la Regione stanzia 6 milioni Alle famiglie bonus di 336 euro per figlio

Le attività ripartiranno la prossima settimana: per accedere ai contributi bisogna avere un Isee entro i 28mila euro

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Un bonus fino a 84 euro alla settimana, per un periodo massimo di un mese, per tutte le famiglie che hanno un Isee inferiore a 28mila euro. Mentre si avvicina la riapertura dei centri estivi - prevista per lunedì prossimo, l’8 giugno - la Regione ha deciso di mettere a disposizione un fondo di otto milioni per sostenere i costi delle rette e finanziare il progetto di conciliazione dei tempi lavoro-famiglia. Un intervento che prevede un sostegno economico alle famiglie con figli nati dal 2007 al 2017 (dai 3 ai 13 anni) che usufruiscono dei centri estivi aderenti al progetto. Il contributo può essere richiesto da famiglie con attestazione Isee 2020 o, in alternativa per chi non ne fosse in possesso, quella 2019, entro i 28mila euro.

Il contributo che verrà erogato concorre alla copertura della rata di frequenza settimanale del servizio estivo, nel limite di 84 euro a settimana, per un massimo di 4 settimane, (o una durata maggiore nel caso in cui il costo settimanale della retta sia inferiore a 84 euro), fino al raggiungimento dell’importo massimo di 336 euro per figlio.

Obiettivo del progetto è promuovere e sostenere l’accesso da parte delle famiglie a servizi che favoriscano la conciliazione vita-lavoro nel periodo di sospensione estiva delle attività scolastiche ed educative e allo stesso tempo contribuire a qualificare e ampliare le opportunità di apprendimento e integrazione, mediante esperienze utili per bambini e ragazzi.

«Per il terzo anno consecutivo - sottolineano la vicepresidente della Regione con delega al Welfare Elly Schlein e l’assessore al Lavoro Vincenzo Colla - confermiamo un provvedimento che lo scorso anno ha consentito a oltre 20mila ragazzi di partecipare alle molteplici attività organizzate al termine della scuola, e alle famiglie di affrontare con più serenità il costo delle rette. L’edizione di quest’anno ha una valenza particolarmente significativa, perché si pone dopo un periodo particolarmente difficile a causa dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, che ha costretto anche i più giovani a un lungo isolamento e li ha privati della necessaria socialità garantita dalla scuola. Per questo - incalzano Schlein e Colla - abbiamo accelerato sulla riapertura, garantendo la massima sicurezza a ragazzi, famiglie e operatori, ma tenendo fede a un principio per noi indiscutibile: il diritto di conciliare i tempi di cura e di impegno lavorativo, andando incontro ai nuovi bisogni legati al mutato mondo del lavoro e delle reti familiari».

Ma come funzionerà dunque il sistema dei contributi? Come per lo scorso anno, anche nel 2020 il bonus sarà concesso alle famiglie (anche affidatarie) che intendono iscrivere i loro bambini e ragazzi di età compresa tra 3-13 anni alle attività estive e sono composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie monogenitoriali, occupati e residenti in Emilia Romagna. Altro requisito per ottenere il contributo è dunque il limite di reddito Isee annuo di 28mila euro. Possono chiedere il bonus anche le famiglie nelle quali anche un solo genitore sia in cassa integrazione, mobilità, impegnato in compiti di cura, oppure disoccupato.

A livello territoriale, i 6 milioni stanziati dalla Regione saranno ripartiti tra i Comuni capofila dei distretti, in base al numero dei bambini residenti e in età compresa tra 3 e 13 anni. La ripartizione prevede dunque 1.234.895 euro per Bologna, 1.000.316 euro per Modena, 798mila euro per Reggio, 605.470 per Parma, 356mila per Forlì-Cesena, 508mila per Ravenna, 456.797 per Rimini, 394.604 per Ferrara e 367mila per Piacenza. —



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