«Nidi ceduti alla Fondazione, presto avremo dei poli privati»
«Meno arroganza, più capacità di ascolto e voglia di dialogo. È lo spassionato consiglio che diamo alla giunta dopo il brutto pasticcio della privatizzazione di due asili nido». Così, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle torna sulla cessione di due nidi comunali alla Fondazione Cresciamo: «Una scelta errata nel metodo e nel merito -riprende il M5S - un percorso che riteniamo possa creare strutture di serie A e altre di serie B (o peggio), con buona pace del servizio pubblico di cui dovrebbero godere i cittadini. Rivendichiamo con forza il nostro voto contrario giovedì scorso in Consiglio comunale: a nostro giudizio - incalzano i pentastellati - sarebbe stata la sede opportuna per discutere il tema prima che approdasse in giunta. Aver seguito l’iter opposto è segno di uno scarso rispetto istituzionale. Così come scarsa - spiega ancora il Movimento - è la speranza che la proprietà resti al 100% del Comune, così come proposto da Pd, Verdi e Modena civica. La Fondazione Cresciamo è al 100% del Comune, ma sappiamo bene come le Fondazioni siano fatte apposta per essere aperte ai privati. La pronta richiesta d’inclusione di due colossi privati del welfare modenese come Domus e Gulliver è indicativa». Secondo i consiglieri pentastellati, dunque, è sostanzialmente inevitabile «che l’ingresso in Cresciamo di due nidi a fianco di dieci scuole materne potrà creare Poli 0-6 privati. Una differenziazione dell’offerta che può determinare differenze nei servizi e anche nei diritti».
Nel frattempo, a tornare sulla seduta di giovedì scorso è Fabio Poggi, presidente del Consiglio comunale, che interviene così dopo le critiche sollevate sul Consiglio comunale chiuso al pubblico dall’ex assessore Andrea De Pietri: «Gli eventi pubblici sono ancora vietati a causa dell’emergenza sanitaria per Covid-19 - spiega Poggi - e la scelta di svolgere la seduta nella chiesa San Carlo è stata fatta per consentire la maggior partecipazione possibile di persona da parte dei consiglieri su un tema particolarmente importante come quello di “Modena Zerosei”. Ogni interpretazione differente su questa decisione è assolutamente pretestuosa».
Il presidente fa quindi notare che «la pubblicità della seduta è stata garantita con lo streaming, come previsto dalla normativa in vigore. E lo stesso vale per le sedute svolte dall’inizio dell’emergenza sanitaria anche all’interno della sala consiliare del Municipio, in quanto con il divieto di assembramento è stata sospesa già da allora la possibilità di far presenziare i cittadini. In queste settimane, per la stessa ragione, anche parte degli stessi consiglieri hanno partecipato ai lavori da remoto, attraverso collegamenti in videochat. La decisione di spostare la seduta alla chiesa San Carlo - chiarisce Poggi - è quindi stata presa con la consapevolezza che un argomento come “Modena Zerosei” rendesse opportuno il confronto “reale” e non virtuale sia tra i consiglieri sia con la giunta». —
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