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Recuperato il santuario nel bosco a Sassatella

d.m.
Recuperato il santuario nel bosco a Sassatella

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FRASSINORO

Il piccolo santuario nel bosco ha rinnovato splendore, per continuare la sua storia di fede e tradizione. Inaugurazione semplice ma molto sentita sabato a Sassatella per l’edificio Maestà rimesso a nuovo dai volontari del posto dopo un’accurata operazione di restauro. Situato in mezzo al verde in località “La Boracchia”, a 800 metri circa dalla chiesa di Sassatella, è stato costruito a inizio Novecento dai pellegrini (i “Madonnari”, veri artisti nella lavorazione del sasso) diretti a Frassinoro e a San Pellegrino in Alpe. Il tempo e le intemperie l’avevano messo a dura prova, anche per la progressiva scomparsa delle figure storiche che se ne prendevano cura: da vent’anni non ci faceva niente nessuno, e ormai ci pioveva dentro. Finché la gente del paese, rispolverando con orgoglio il proprio passato, non ha deciso di metterci mano: un gruppo di volontari ha ricostruito il tetto (tormentato dai fori fatti dai ghiri), pulito lo splendido sasso delle pareti mettendolo in evidenza nella facciata, rifatto gli intonaci e gli stucchi, ritinteggiato e sistemato gli scoli esterni, così da togliere le infiltrazioni. Una presa in carico a 360 gradi, insomma, con le donne del paese che da parte loro hanno fatto nuovi pizzi per l'altare su cui sono state rimesse le statue ripulite. È tornato un gioiellino, nel fedele rispetto della fisionomia originaria: da qui sabato, al termine della messa delle 18 a Sassatella, il momento di benedizione e ringraziamento (con mascherina e ben distanziati) a tutti i volontari da parte del parroco don Luca Pazzaglia. I paesani assicurano per tutta la bella stagione pulizie costanti e fiori freschi all’altare, ricavato in un’unica grande pietra. Ma il suggestivo santuario della Maestà è stato recuperato non solo per le gente del posto: «L'auspicio - dicono a Sassatella - è che durante l’estate chi passerà da queste parti in escursione vedendolo magari si fermi per una preghiera o anche solo per un momento di riflessione, in mezzo alla splendida natura che ci circonda». —

d.m.

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