«Un 2 giugno di speranza Serve lo spirito del 1946»
L’alzabandiera in piazza Roma davanti alle autorità politiche, militari e religiose Muzzarelli: «Guardiamo al futuro». Il generale Sganga: «Occorre impegno»
Nella splendida cornice di piazza Roma, risuona l’inno italiano mentre il tricolore e la bandiera dell’Europa vengono issate dai militari della’Accademia militare. È una festa del 2 giugno diversa quello che si vive a Modena rispetto agli anni scorsi. Non ci sono centinaia di persone ad ammirare il tradizionale alzabandiera, bensì un pubblico ben meno numeroso che osserva rispettando il distanziamento sociale imposte dalle norme anti-Covid.
Ci sono tutte le autorità cittadine politiche, militari e religiose, dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli al vescovo don Erio Castellucci. A fare gli onori di casa, il generale Rodolfo Sganga, comandante dell’Accademia militare, che ricorda lo spirito che gli italiani ebbero nel 1946 per riprendersi dal dolore e dalla tragedia della guerra e per questo ci tiene che il messaggio odierno sia un «messaggio di ripresa. Come allora uscimmo dal conflitto mondiale, così oggi usciamo dalla pandemia. Non è finita – prosegue il generale Sganga –. Questo è il momento in cui serve l’impegno di tutti per poterne venire fuori definitivamente e riprendere nel migliore dei modi la vita di tutti i giorni».
Di speranza e prudenza parla anche il vescovo, don Erio Castellucci, che riprende il discorso del presidente della Repubblica: «Bene ha detto Mattarella – sottolinea il vescovo – poiché in questo momento dobbiamo armarci di prudenza e speranza. Di prudenza perché la nostra vita sociale, politica e di chiesa sta riprendendo come è giusto che sia, ma dobbiamo farlo con le mascherine. Attenti e rispettosi nei confronti di noi stessi e degli altri. La mascherina, d’altronde, non va vista come una forma di limitazione personale, bensì come una forma di rispetto verso il prossimo. C’è anche, tuttavia, tanta speranza perché il trend è positivo e non dobbiamo rovinarlo con atteggiamenti sconsiderati. Sono un uomo di fede e sono convinto che ce la faremo».
Ammirazione nei confronti del presidente Mattarella anche da parte del sindaco Muzzarelli: «Il fatto che si sia recato a Codogno, il primo luogo colpito dall’epidemia, è significativo – evidenzia il sindaco – e dimostra vicinanza nei confronti dei cittadini. È un 2 giugno particolare, in cui viviamo una nuova ambizione: abbiamo la necessità di guardare oltre il Coronavirus e renderci conto della forza del nostro Paese. È la festa di tutti i sanitari che hanno lottato negli ultimi mesi, è la festa anche delle forze dell’ordine che sono state impegnate in prima linea e di tutti coloro che durante l’epidemia hanno lavorato per combattere il virus e per mandare avanti il Paese. Recuperiamo l’energia del 1946, quando si voleva un’Italia nuova e repubblicana. Cerchiamo di rafforzare la nostra Italia per avere ancora tanto futuro».
Parla invece di unità il prefetto di Modena Pierluigi Faloni: «L’eccezionalità della situazione ha determinato difficoltà mai sperimentate prima nella storia della Repubblica, difficoltà che hanno richiesto - conclude il prefetto - da parte della politica unità, responsabilità e coesione.» —
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