Tutto era iniziato con Rutelli ma di quelle idee resta ben poco
Dal 2007 ad oggi un percorso pieno di sbarramenti
amarcord
Tutto era nato nel segno di una grande archistar, Gae Aulenti e da un politico allora sulla breccia come il vicepremier ed ex sindaco di Roma Francesco Rutelli. Era il 2007 e quest’ultimo andò nella sede della Fondazione di Modena a firmare un prestigioso accordo tra Stato, Comune e fondazione proprietaria del Sant’Agostino che avrebbe trasformato l’ex ospedale settecentesco in un “tempio” della cultura. Sono passati tredici anni e di quella gloria restano le briciole, giusto Ago - Fabbriche culturali. Non resta nulla delle torri per i libri della Biblioteca Estense ideate da Gae Aulenti così come non se n’è fatto nulla del trasferimento delle biblioteche Estense e Poletti. Resta un percorso irto di colpi di scena fino a oggi. Nel 2013, epoca del sindaco Giorgio Pighi, il consiglio comunale rilasciò un permesso a costruire in deroga e l’allora potentissima dirigente del Ministero Carla di Francesco rilasciò il suo via libera al progetto. Permesso a costruire e firma del Ministero furono impugnati in tribunale da Italia Nostra di Giovanni Losavio e il Tar nel 2015 annullò le operazioni. Si deve ripartire. Nel febbraio 2016 arriva quindi un accordo procedimentale tra Ministero, Comune e Fondazione. L’accordo - che sostanzialmente confermò il progetto appena annullato dal Tar - venne firmato da Sabrina Magrini per il ministero, dal direttore generale del Comune Giuseppe Dieci, dal direttore generale della Fondazione di Modena Luigi Benedetti e dalla dirigente Pianificazione della Provincia Antonella Manicardi. Il consiglio comunale ha ratificato il risultato unanime della Conferenza dei servizi sul Sant’Agostino. Poi si è arrivati, nei mesi scorsi, alla approvazione della variante con i voti della maggioranza di centro sinistra che sostiene Muzzarelli e, infine, alla bocciatura di un anno fa esatto, per mano della commissione regionale per il patrimonio culturale del Ministero, che ha per protagonista principale la Soprintendenza. —
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