«La mamma di una collega ci ha cucito le mascherine»
All’inizio sembrava di essere in un film di fantascienza. Le auto della Protezione Civile giravano per le strade, le voci amplificate dagli altoparlanti ammonivano di restare in casa. Eravamo tutti spiazzati. Ma si sa, l’essere umano è in grado di assuefarsi anche alle situazioni più rischiose. Un ricordo bello? I primi giorni i presidi di sicurezza scarseggiavano. Ma la mamma di una nostra collega ha cucito per noi un gran numero di mascherine. Da questo periodo difficile siamo usciti molto più coesi, si è fatta strada nei nostri cuori la consapevolezza di svolgere un lavoro indispensabile. Di cui ci sentiamo fieri. Forte dell’esperienza dei colleghi del nord siamo riusciti ad evitare il saccheggio degli scaffali. E abbiamo vissuto momenti toccanti. Penso ad esempio al giorno in cui all’interno del punto vendita è risuonato l’inno nazionale tra gli applausi dei clienti. Nonostante le orecchie dolenti dopo otto ore di mascherina – quanto stringono i laccetti! – il fatto di recarsi ogni giorno al lavoro ha reso la nostra quarantena molto meno pesante.
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