Massimo Mezzetti prepara il grande ritorno: «Io di nuovo a Modena? Sarebbe un onore»
L’ex assessore regionale avrà un ruolo in città. Muzzarelli: «Rafforzare la regia pubblica delle politiche culturali»
il personaggio
«Sarei onorato di tornare nella mia città a dare una mano nella cultura - spiega l’ex assessore regionale Massimo Mezzetti - e se mi faranno una proposta in tempi rapidi, io ci sono». L’ex amministratore regionale, romano di nascita, ma modenese da molti decenni, a inizio anno ha lasciato la giunta di Stefano Bonaccini, visto che nel secondo mandato del governatore di Campogalliano l’assessore alla cultura è diventato Mauro Felicori. Mezzetti, dunque, è libero da incarichi, e a Modena hanno pensato a lui: «Ancora nulla di preciso - prosegue - ma considerazioni generali con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, con l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi e con il presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli. Sono molto contento di questa offerta, perché sarei felice di dare una mano alla cultura cittadina. Ovviamente lavorando di concerto con tutti gli altri per il bene comune della città». Massimo Mezzetti si dice libero, ma non troppo: «Dopo dieci anni - prosegue - ho terminato il mio impegno in Regione. Ora immagino un ruolo tecnico e creativo, non certo di rappresentanza, inoltre non punto a un ruolo politico poiché, anche se rimango un esponente di sinistra, ho terminato con i partiti quando sono entrato in Regione». I tempi, se le tessere andranno a posto, saranno brevi: «Io posso solo fare valutazioni una volta che ci saranno proposte precise. Quel che è certo è che ho molta voglia di ricominciare a lavorare in squadra, perché ho Modena nel cuore. Dopo la pausa forzata causa lockdown, ho voglia di ripartire con forza: ho anche altri progetti, ma Modena ha la priorità».
Comune e Fondazione, dunque, stanno cercando di segnare un gol che potrebbe essere utile, visto che Mezzetti è decisamente attivo soprattutto in campo cinematografico, teatrale, musicale. Non è un mistero che sotto la Ghirlandina, città dalle poderose tradizioni culturali nel campo della produzione e organizzazione culturali, problemi ce ne siano vari in questo campo. Dalla poca identità degli istituti assegnati a Fondazione Modena Arti Visive, all’annullamento di una gara comunale per la scelta della direzione di Fondazione Modena Arti Visive. Fino al tentativo, sconfitto dal Coronavirus, di vedere realizzato il primo cartellone espositivo pubblico/privato curato dall’assessorato alla Cultura. Del lavoro da fare ce n’è anche, perché resta al momento ancora “ballerino” il ruolo di “Ago-Fabbriche culturali”. Ma è difficile pensare che Mezzetti e Felicori si scambino le poltrone sull’asse Modena-Bologna: più facile pensare che per l’ex assessore regionale si punti al ruolo al Polo culturale S.Agostino-Estense o agli sviluppi del sito Unesco di Modena. Si vedrà, quel che è certo è che il sindaco Muzzarelli punta molte fiches sul Sant’Agostino per il quale richiama un ruolo pubblico, come ha detto ieri in Consiglio comunale: «Rafforzare la regia pubblica delle politiche culturali», dice rispondendo a una interrogazione di Enrica Manenti del M5S riferendosi proprio ad “Ago”, struttura per la quale il Comune insieme agli altri soci «sta ragionando - continua il sindaco - di un modello che permetta di consolidare il coordinamento con gli altri istituti culturali coinvolti nel progetto».
Il primo cittadino ha espresso soddisfazione sul primo via libera al restauro conservativo del Sant’Agostino e spiegato che «il coinvolgimento del Consiglio non verrà mai meno, in continuità con quanto è avvenuto negli anni scorsi. Visiteremo gli spazi, compreso il cantiere in corso all’ex ospedale Estense sul retro di Palazzo dei musei», dove Muzzarelli è andato in visita ieri mattina. «Il Comune - ha concluso il sindaco ieri in Consiglio comunale - è già al lavoro per rafforzare ancora di più il proprio ruolo nell’analisi, nella progettazione e anche nelle future ipotesi di governance. I nomi sono secondari rispetto al progetto. Si parte dalla visione e dagli obiettivi per poi trovare i giusti profili e le necessarie competenze». Ma, appunto, si ragiona già anche sui nomi, su Mezzetti in particolare. —
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