Effetto Covid: reati -70% Carabinieri in prima linea
Omaggio del colonnello Pucciatti e del Prefetto ai familiari del vice brigadiere Ghidotti
Una mamma che minacciava di uccidere la figlia; il sequestro di 9 milioni di euro alla ’ndrangheta; l’arresto di 7 persone a cui vengono contestati 332 furti; un fermo per tentato omicidio; il supporto a sedare la rivolta in carcere. E ancora: la consegna della pensione agli anziani; le prediche dal pulpito della chiesa contro le truffe domestiche; l’incontro con gli studenti per fare prevenzione sulle droghe e i lati nascosti del web. Ecco, mettete tutto insieme, amalgamate e uscirà una buona parte del prezioso lavoro che ogni giorno l’Arma dei carabinieri propone sul territorio.
E anche ieri, nei secoli fedele, si è celebrata la festa dell’Arma. Lo hanno fatto in modo sobrio, rispettosi delle sofferenze e delle limitazioni del Covid, ma con la consapevolezza di essere primo avamposto dello Stato in ogni paese italiano. Per quest’anno, quindi, niente militari in alta uniforme, niente labari né gonfaloni, niente compagnia in formazione e neppure encomi personali a coloro che si erano distinti per un’indagine o un servizio. Eppure nella caserma di viale Tassoni, dedicata a Emanuele Messineo, carabiniere caduto in servizio il 23 settembre 1974, a soli 25 anni, durante una rapina in banca a Maranello, si respira aria di rispetto istituzionale.
A fare gli onori di casa c’è il comandante provinciale, colonnello Marco Pucciatti, che accoglie il Prefetto Pierluigi Faloni. Spetta a loro due fermarsi, mentre suona il silenzio, davanti ad una corona di fiori posta da due carabinieri in alta uniforme proprio ai piedi del monumento dedicato a Messineo. Lì vicino fermi, educatamente immobili, silenziosi ci sono anche i familiari del vice brigadiere Mauro Ghidotti, stroncato a 51 anni, in caserma a Pievepelago, da un malore. Il prefetto si ferma a scambiare alcune parole, loro ringraziano alla pari del responsabile dell’associazione carabinieri che rappresenta tutti i militari in pensione.
«Vogliamo rendere omaggio - dice il colonnello Pucciatti - alla Medaglia d’oro al Valore militare, Emanuele Messineo, ma anche a tutti i carabinieri caduti e anche ai 37 militari che nell’ultimo anno, nel nostro territorio, sono rimasti feriti in servizio. Sono la dimostrazione della grande disponibilità dell’Arma nel mettersi al servizio delle persone, è il nostro valore quotidiano. Non possiamo però scordare gli ultimi mesi in cui i carabinieri hanno affrontato il Coronavirus: i nostri militari non si tirano indietro. I modenesi sono stati ubbidienti, il 96% dei controlli sono stati negativi. La situazione emergenziale, nel limitare la circolazione delle persone, ha limitato conseguentemente i reati di strada, calati di circa il 70%».
Sono 480 le persone arrestate in flagranza e 5.465 le denunciate. Sono stati assicurati alla giustizia gli autori di 889 furti e 93 rapine. Le 11.059 pattuglie dispiegate sul territorio provinciale nel corso dell’anno hanno controllato 77.987 individui e 62.202 veicoli. Novantotto sono gli arresti per spaccio e 112 le denunce mentre da metà agosto, con l’entrata in vigore di “Codice Rosso”, hanno preso sempre più valore le due stanze di ascolto a Modena e Carpi per contrastare le violenze domestiche. —
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