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Greco accusa gli altri sindaci «Voi bloccate i centri estivi»

F.D.
Greco accusa gli altri sindaci «Voi bloccate i centri estivi»

Slitta al 22 giugno l’apertura dei servizi affidati dall’Unione nei vari Comuni   «Prendetevi le colpe, dovete dare spiegazioni al disagio che create alle famiglie»

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Non passa Giunta dell’Unione in cui la tensione raggiunga livelli elevati. Ieri, ad esempio, ci sono stati frangenti delicati per il conferimento di almeno un servizio in Ucman, condizione indispensabile per incassare quasi 400mila euro dalla Regione. Alla fine sarà San Possidonio che entro il 30 giugno porterà il Personale con una corsa che impone voto in Consiglio comunale e ratifica in Consiglio dell’Unione.

Ma la rottura si è consumata poco dopo, o meglio a Giunta praticamente conclusa quando il sindaco di Mirandola, Alberto Greco, ha diffuso un comunicato molto critico contro gli altri sindaci per la gestione dei centri estivi. Che potranno partire solo dal 22 giugno per quelli affidati dall’Unione ai gestori privati a causa del voto degli altri primi cittadini che hanno fatto slittare l’apertura di una settimana.

«Pronti a partire il 15 giugno, ma praticamente ingessati dall’Ucman - scrive Greco - Abbiamo lavorato in questi giorni, data anche l’ordinanza regionale, al fine di trovarci pronti per offrire un servizio alle famiglie nel minor tempo possibile e puntuale. Oggi ci ritroviamo con una partenza imposta al 22 giugno, una settimana dopo che significa sostanzialmente disagi per i genitori che lavorano. Quanti hanno provveduto a questa decisione se ne devono assumere adesso la responsabilità», dice rivolgendo implicitamente un accusa agli altri sindaci, a partire da Luca Prandini che si occupa delle delega specifica.

«Non dimentico certo i recenti attacchi da parte dell’opposizione in cui si sollecitava l’Amministrazione a farsi trovare pronta il prima possibile, per l’avvio dei centri estivi rivolti a bambini e ragazzi, facendola passare addirittura per inadempiente - aggiunge Greco, facendo riferimento alle critiche mosse dal consigliere Pd, Francesca Donati - Abbiamo lavorato sodo al fine di poterli attivare già da lunedì 15 giugno. C’era la necessità di dare risposte alle famiglie in termini di qualità e di servizi adeguati alle loro esigenze, come a quelle dei bambini. Invece l’Ucman ha voluto impedire tutto ciò, facendo slittare avanti di una settimana la data di partenza. Quando, utile ricordarlo, la Regione Emilia Romagna da ordinanza aveva consigliato come data di avvio già lunedì 8 giugno. Sicuramente sarebbe stato più opportuno dare la possibilità di procedere a chi è in regola, ha individuato i luoghi, ha gli operatori, scelto le attività in conformità a quanto previsto dalle misure anti contagio, come appunto fatto dal Comune di Mirandola. Invece no, preferendo mettere in difficoltà e per ulteriori due settimane le famiglie e quindi i bimbi. Come se non fossero già sufficientemente provate da tre mesi di disagi indotti dal coronavirus. Sarebbe opportuno avere spiegazioni, a questo punto. In particolare da chi ha puntato i piedi frenando di fatto un servizio». —

F.D.

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