Le scuse di Berselli poi un altro scivolone su Conte e Hitler
La giovane leghista fa ammenda in Consiglio comunale A seguire ripropone le accuse sullo “stato di polizia”
formigine
Ha aperto il Consiglio comunale scusandosi nuovamente ma, subito dopo, si è lasciata andare ad esternazioni discutibili. Elisa Berselli, con il suo intervento nel corso dell’ultimo consesso, ha riacceso i riflettori sulla questione Conte-Hitler, che aveva infiammato il dibattito locale nelle scorse settimane, quando, la consigliera che siede tra i banchi della Lega, aveva condiviso su Facebook un post in cui Giuseppe Conte veniva paragonato ad Adolf Hitler.
Dopo le polemiche che ne erano scaturite, Berselli aveva chiesto scusa attraverso un post pubblicato sul suo profilo Facebook. Adesso, però, ecco un ulteriore “scivolone”: «Sono qui ad esprimere - ha detto in apertura di Consiglio - le mie scuse per il post pubblicato il 17 maggio. Mi preme precisare, però, alcune circostanze per fare meglio comprendere la questione».
Dopo aver abbozzato le sue scuse, la consigliera ha cominciato infatti a giustificare il suo comportamento, sottolineando nuovamente che il post incriminato non era stato scritto di suo pugno, ma semplicemente condiviso: «Il post con lo sfondo colorato - ha detto - richiede inoltre un numero limitato di caratteri, quindi il concetto è stato espresso in maniera più sintetica. Da questo è derivato il richiamo ad Hitler».
La leggerezza da lei compiuta, inoltre, ha aggiunto, “è derivata dal carico emotivo dovuto al ruolo di consigliere sovraccaricato dalle richieste dei cittadini in difficoltà, che mi ha indotta a condividere frettolosamente quel post”.
Subito dopo, il discorso di Berselli si è infiammato: «Il richiamo infelice a Hitler sottintendeva l’atteggiamento di Conte con i Dpcm incostituzionali prima e con i Dl poi. Seppur in totale assenza di urgenza, Conte ha cancellato diritti costituzionalmente garantiti come se fossimo in stato di guerra. Stato di guerra a cui l’emergenza sanitaria non può essere minimamente paragonata. Solo a titolo di esempio, la libertà di movimento, di culto, il diritto all’istruzione e all’impresa privata...».
La consigliera leghista non si è fermata qui, aggiungendo che Conte, «col pretesto dell’emergenza ha disposto uno stato di polizia come non si era mai visto prima, né contro gli spacciatori, né contro mafia, camorra e topi d’appartamento. Sono stati utilizzati elicotteri, droni e guardia costiera, che mai si era vista agire così, nemmeno contro gli “sbarchi fantasma”».
Berselli ha continuato quella che, di fatto, si è trasformata in un’invettiva, sostenendo che, i “controlli estenuanti hanno portato a sanzionare cittadini che non sono delinquenti”. Cittadini, ha concluso la consigliera, già provati economicamente: «Il tutto per fare cassa in un periodo in cui nessuno, a parte i dipendenti pubblici, riceveva sussidi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google