«Mirandola “pigliatutto”? Dal terremoto ad oggi qui ci sono stati solo tagli»
Il sindaco Greco interviene nel dibattito sugli investimenti sanitari Pasini da Vignola: «Dopo il virus distribuzione fondi da rivedere»
le reazioni
enrico ballotti
Domani pomeriggio è in programma la conferenza socio-sanitaria. Una riunione, in videoconferenza, alla presenza dei sindaci del nostro territorio. Si parlerà del bilancio 2019 anche se il tema caldo non potrà che essere legato agli investimenti sul sistema sanitario. Sull’argomento è già intervenuto Gian Domenico Tomei che, oltre ad essere sindaco di Polinago, è anche presidente della Provincia. Le sue parole («Montagna lasciata sola») non hanno fatto altro che aprire il dibattito. Nel mirino, come detto, ci sono i fondi previsti per le varie strutture del territorio: 117 milioni di euro per l’area nord, 103 per quella centrale (Modena compresa) e 6 milioni per il sud della provincia. Appunto la già ampiamente citata zona della montagna. Dell’area nord fa parte anche Mirandola del sindaco Alberto Greco: «Comprendo Tomei quando dice che il suo paese non ha avuto il medico di base per un anno. Però non posso accettare che definisca il distretto di Mirandola “pigliatutto”. Se gli ospedali del centro, dell’area sud e di Carpi hanno mantenuto negli anni le dimensioni e la capacità di posti letto è perché quando è stato il momento di tagliare, lo si è fatto dove era più facile, dove le strutture erano già state chiuse per il sisma. Il distretto di Mirandola ha perso il 46% dei posti letto, l’ospedale di Finale Emilia è stato chiuso. Non sono ancora stati avviati i lavori per la realizzazione della Casa della Salute e dell'OsCo. L’ospedale di Mirandola ha conosciuto in questi anni soltanto ripetuti ridimensionamenti ed anche durante l'emergenza Covid ha visto ripetersi scenari già noti. È il momento di restituire a Mirandola, che finora ha soltanto dato».
«È evidente che la distribuzione è basata su progetti che si stanno sviluppando - sono le parole di Angelo Pasini, sindaco vicario di Vignola - ma da sempre noi “comuni di periferia” rivendichiamo l’importanza dei nostri ospedali. Oggi ancora di più. Bisogna andare incontro al cittadino, dargli un servizio. E per farlo non si può centralizzare. Se ne è già parlato e credo se ne parlerà ancora: bisogna rimodulare i contributi. Bisogna tenere conto del Coronavirus e delle sue conseguenze. Abbiamo capito quanto siano strategiche le strutture di provincia. Non chiediamo soldi a vanvera, ma solo i fondi necessari per dare un servizio. A Vignola stiamo già lavorando su alcuni progetti. Si sta discutendo della creazione di nuovi ambulatori, proprio per un discorso legato alle pandemia». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google