Mirandola si prepara a lasciare l’Unione
In municipio si sta elaborando una delibera choc che dovrà essere votata dal Consiglio comunale il 15 giugno
mirandola
L’ultimatum lanciato dal sindaco Alberto Greco agli altri amministratori dell’Area Nord sta diventando qualcosa di più concreto rispetto ad uno sfogo pubblico. L’amministrazione comunale di Mirandola sta infatti lavorando sottotraccia ad un’improvvisa uscita unilaterale dall’Unione, ente di cui Greco è diventato presidente, ma che considera inadeguato a dare risposte immediate alle sollecitazioni politiche e alle esigenze dei cittadini. Greco, infatti, vorrebbe una struttura capace di reagire all’istante agli input che l’avvocato e la sua squadra danno senza dover per forza trovare un equilibrio con gli altri sindaci, compresi quelli di centrodestra di Finale e San Felice. Il caso dei centri estivi, deflagrato venerdì, è soltanto uno degli esempi pubblici, ma fa il paio con tanti altri temi in cui Mirandola non si sente adeguatamente ascoltata nonostante sia la cittadina più grande e importante.
Ebbene, da alcuni tempi il segretario generale Maria Assunta Manco, ovviamente su richiesta dell’amministrazione, ha sferzato i vari uffici per elaborare una delibera blindata e che possa essere votata senza conseguenze dal Consiglio comunale in programma indicativamente lunedì 15 giugno. A coordinare la situazione ci sarebbero altre due importanti figure del municipio mirandolese che hanno un ruolo di posizione organizzative anche nell’Unione: si tratta di Carmen Lodi, responsabile del servizio Programmazione strategica e controllo di gestione e Manuela Martini, responsabile del servizio Finanziario. Sono, in sostanza, le due dirigenti che conoscono nel dettaglio le economie dell’Unione e del Comune e che quindi hanno la possibilità di offrire un quadro realistico dei vantaggi e degli svantaggi alla “Mirandola-exit”. In municipio sta circolando uno studio, disposto dall’amministrazione comunale, sulle conseguenze che comporterà l’uscita di Mirandola dall’Unione. Studio che la Gazzetta non ha potuto consultare ma dal quale si evincerebbe l’antieconomicità dell’operazione a cui aggiungere anche lo stato di isolamento in cui la città si troverebbe soprattutto quando si dovrà avanzare la richiesta di valorizzazione dell’ospedale Santa Maria Bianca. Ma il terremoto amministrativo avrà anche altre ripercussioni pratiche: si pensi, ad esempio, alla riorganizzazione della polizia locale che dovrà cedere alcuni agenti a Mirandola, che però a sua volta dovrà acquistare i nuovi mezzi, essendo gli attuali patrimonio dell’Unione; si immagini poi il servizio Tributi che Mirandola dovrà riorganizzare dopo aver appena votato una nuova modalità di recupero oppure anche solo all’ufficio sismico che tanto lavoro sta facendo sulla ricostruzione. Senza poi contare il coordinamento pedagogico sulle scuole. Tutti elementi che nel municipio di via Giolitti sono stati ampiamente sviscerati e analizzati alla pari delle convenzioni con cui i dipendenti mirandolesi passavano in Unione. C’è infatti un altro tema: Mirandola vuole i dirigenti e gli addetti più bravi, ma se non esplicitamente sancito con nome e cognome sarà l’Area Nord a decidere chi ritrasferire. —
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