Gazzetta di Modena

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LA PROPOSTA 

«Più educatori di strada contro la violenza tra giovani»

Serena Arbizzi
«Più educatori di strada contro la violenza tra giovani»

Il Consiglio approva un ordine del giorno sugli interventi da potenziare Tra i provedimenti, il dialogo informale con gli adolescenti nei luoghi di ritrovo 

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Potenziare l’azione degli educatori di strada per evitare che si ripetano episodi incresciosi di cui soprattutto il centro storico della città è stato teatro.

Questa la proposta che emerge dal documento, apprvato giovedì sera in Consiglio comunale, per contrastare il fenomeno delle baby gang. Se n’è avuto un assaggio soltanto poche settimane fa quando, la sera prima della riapertura delle attività commerciali dopo il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria. Un gruppo di giovani ha malmenato un coetaneo in corso Fanti e, poco prima, si era avventato su un ventenne, il quale ha avuto necessità di cure mediche per le ferite.

Ancor prima, giovani che sfidano la sorte sui binari, o che danzano sulle auto parcheggiate di fronte all’oratorio di via Santa Chiara. Per non parlare dell’accoltellamento di via San Francesco. Fatti che preoccupano molto le famiglie e le attività commerciali, in balìa delle “gesta” di questi giovani.

Muove da queste premesse l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Paola Borsari, Eliana Conti, Mauro D’Orazi, Giovanni Maestri e Maurizio Maio del gruppo Pd-Carpi 2.0 sulla «strategia delle azioni di contrasto e prevenzione dei fenomeni di microcriminalità e disagio che coinvolgono giovani e giovanissimi». L’odg, approvato, chiede alla giunta di rafforzare l’educativa di strada, un’esperienza che ha avuto successo nel caso dei capannelli di giovani che qualche anno fa bivaccavano nell’area verde nei pressi di via Garagnani.

Nel dettaglio, tramite il documento si chiede a sindaco e giunta di «intensificare le politiche di deterrenza e repressione dei reati, implementando e incrementando le “infrastrutture di deterrenza passiva”». Si intendono, in questo caso, le telecamere intelligenti e i varchi elettronici, insieme «alle iniziative di controllo attivo del territorio, come il Nucleo Anti Degrado, coordinamento interforze». Si chiede, inoltre, di «potenziare le strutture di promozione dell'agio giovanile, con particolare riferimento all'unità di strada (Uds), per onsentire di operare quale soggetto dialogante con i gruppi informali di giovani».

Tra le altre azioni richieste, c’è quella di «potenziare la collaborazione con i gruppi di controllo del vicinato, la cui efficacia è dimostrata, supportando modalità di cooperazione fra cittadini, esercenti e ogni altro soggetto presente sul territorio».

Si chiede, inoltre, di «intensificare le iniziative volte a promuovere il senso di comunità e le dinamiche di sicurezza partecipata, quale dissuasione alla detenzione di armi e altri oggetti atti ad offendere, cercando il coinvolgimento di istituzioni e interlocutori operanti nel mondo giovanile, quali parrocchie, associazioni sportive e ricreative, luoghi di ritrovo».

Si invita anche a momenti di formazione tra i giovani che frequentano le scuole e le loro famiglie «per rafforzare il senso della legalità, della comunità e i valori della convivenza civile, in sinergia con gli altri soggetti interessati, quali l’Azienda Usl, Polizia Locale, forze dell’ordine». —



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