«Riduciamo le corsie delle auto In tre mesi avremo le ciclabili»
Gli urbanisti Zanfi e Agnoletto con il meteorologo Lombroso tornano all’attacco: «Fratelli Rosselli-Modena Nord e Fiera-Fossalta i tratti su cui agire da subito»
«Ci servono, entro pochi mesi, percorsi ciclabili realizzati mediante soluzioni leggere almeno nel tratto fondamentale da via Fratelli Rosselli all’area industriale Modena Nord e nei due assi ovest-est dalla zona Fiera alla Fossalta e da via Sant’Anna ai Torrazzi. Serve subito un tavolo tecnico per stabilire ciò che si farà con le risorse in arrivo da Roma».
Lo chiedono gli urbanisti Federico Zanfi e Matteo Agnoletto insieme al meteorologo di Unimore Luca Lombroso, in risposta al responsabile “trasformazione urbana” del Pd D modenese Diego Lenzini che era intervenuto quando il trio di esperti aveva allertato sulla mobilità sostenibile il sindaco Muzzarelli e l’assessore alla mobilità sostenibile Alessandra Filippi. Agnoletto, Lombroso e Zanfi parlavano nella loro lettera alla amministrazione di “una rete di emergenza che superi i vecchi modelli” e ora specificano altri particolari sul tema. «In primo luogo - spiegano - concordiamo con Lenzini sul fatto che, impiegando soluzioni costruttive tradizionali, non si possa realizzare nel tempo di un’estate la rete di dorsali ciclabili che si prevedeva di realizzare in dieci anni. La congiuntura impone tuttavia un cambio di passo. I percorsi ciclabili realizzati mediante soluzioni leggere che molte città italiane hanno predisposto in poche settimane servono esattamente a questo scopo, e lo schema delle dorsali recepito dal Pums (Piano della mobilità, ndr) consentirebbe già di individuare gli assi critici e più carichi di funzioni servite su cui intervenire prioritariamente per consentire ai modenesi di andare a lavorare e a studiare anche in bicicletta. Ci permettiamo in tal senso di segnalare gli assi Fratelli Rosselli-Modena Nord, Fiera-Fossalta, Sant’Anna-Torrazzi Sud, tutti raccordati dall’anello attorno al centro storico, su cui intervenire prioritariamente con interventi mirati nei nodi non risolti e nei segmenti di percorsi ciclabili mancanti».
I tre esperti entrano nel merito e spiegano: «Vogliamo fornire rassicurazioni in merito alle opinioni sulla supposta scarsa sicurezza delle corsie ciclabili realizzate direttamente in carreggiata e delimitate da una striscia dipinta, ora consentite dal ‘decreto rilancio’ del governo. Si consideri che i primi a cui sta a cuore la sicurezza stradale sono i ciclisti urbani e che proprio questi soggetti da tempo chiedevano al Ministero modifiche al Codice della strada in tal senso, attraverso le loro associazioni. Si consideri inoltre che le corsie ciclabili realizzate in carreggiata sono la soluzione più diffusamente applicata in tutti i paesi europei dove i ciclisti sono più sicuri che in Italia. Diversi amministratori e tecnici modenesi hanno potuto vedere in funzione a Friburgo, grazie a un sopralluogo organizzato da AMO alcuni anni fa».
I tre esperti riflettono dicendosi attenti ai commercianti: «Diversi studi mostrano che la riduzione dello spazio urbano dedicato all’automobile, a favore di una maggior quota di suolo pubblico restituita a ciclisti e pedoni, non ha effetti negativi sul commercio di prossimità e in molti casi lo favorisce. I clienti ciclisti, in particolare, tendono a spendere mediamente di meno dei clienti automobilisti per ogni singolo acquisto, ma effettuano un numero maggiore di acquisti lungo i loro tragitti, finendo con l’immettere più liquidità complessiva nell’economia locale. Queste evidenze acquisiscono un rilievo ancor più strategico nella Fase 2 della pandemia. Tutti noi durante il lockdown abbiamo compreso l’importanza di una rete di spazi collettivi e di servizi di prossimità: questa infrastruttura fondamentale della vita quotidiana, spesso abbandonata, va ora recuperata». —
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