Gazzetta di Modena

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il bando 

Scuola, svolta green della Provincia Un maxi appalto per 88 edifici

Giovanni Balugani

Idrogeno e limite massimo di consumo: tutte le novità per un futuro che consentirà di risparmiare il 20% di energia

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Un lavoro mastodontico, che andrà a impattare sulla vita di migliaia di studenti: si tratta del nuovo appalto realizzato della Provincia denominato “Servizio Energia per gli Edifici”. L’importo è di 25 milioni di euro per una durata di 7 anni. Potrà essere rinnovato per 2 anni e per un valore complessivo di 35 milioni di euro.

Di cosa si tratta? A un occhio profano potrebbe sembrare semplicemente il nuovo bando per il gestore delle caldaie, in realtà siamo di fronte a un progetto non solo enorme, ma anche innovativo. L’ente ha stilato un percorso che consentirà un risparmio energetivo calcolato tra l’8% e il 10%, ma c’è la speranza anche di poter arrivare al 20. E c’è il fiore all’occhiello, l’installazione di una caldaia alimentata a idrogeno al Meucci di Carpi: la prima in Italia.

I tecnici della Provincia, guidati dall’ingegnere Annalisa Vita, sono stati supportati nella realizzazione dall’Aess (l’Agenzia per l'energia e lo sviluppo sostenibile): sono coinvolti 88 edifici in gestione all’ente, principalmente scolastici ma anche strutture sportive, uffici, magazzini, aziende agrarie, in totlae 61 centrali termiche. La procedura utilizzerà l’offerta economicamente più vantaggiosa.

«Rispetto al bando precedente – spiega l’ingegner Vita – abbiamo fatto un passo verso la specializzazione: prima si trattava di un global service quindi non solo fornitura calore, ma anche di tutti gli impianti elettrici, ascensori, estintori ecc. Andremo a sezionare tutti i servizi in tre singoli appalti, poiché abbiamo capito che è necessaria una forte caratterizzazione». L’efficientamento energetico è un obiettivo primario del bando, così come lo stop agli sprechi. Capitava, infatti, che a volte il soggetto gestore alzasse al massimo il riscaldamento, per evitare polemiche. La Provincia, tuttavia, da tempo ha intrapreso una strada green e certi atteggiamenti non saranno più ammessi. Per questo i tecnici hanno svolto un massiccio lavoro di raccolta dei dati degli ultimi 16 anni: temperature, numero di ore di utilizzo dei fabbricati, clima esterno. Ciò ha permesso di definire il limite del consumo massimo per ciascun edificio. Una sorta di diktat per il gestore: se non è oculato e lascia gli impianti troppo accesi rischia di sforare il limite, con tutti i costi extra a suo carico. Se, invece, riuscirà a restare al di sotto della soglia (senza lasciare al freddo le scuole) il risparmio ottenuto sarà suddiviso con la Provincia.

Poi c’è la caldaia a idrogeno. La prima in Italia e per quanto noto anche in Europa. L’intuizione è stata dell’ingegner Vita, sulla scia della filosofia perseguita dal presidente Gian Domenico Tomei, che ha scommesso sull’idrogeno: «Mi chiedevo – ricorda Vita – quale potesse essere un elemento di vera innovazione: ho capito che l’idea giusta era l’idrogeno». E così Vita ha scoperto che in Nord Europa le caldaie a idrogeno si usano già nelle abitazioni private, quindi perché non provare in una scuola?

«Chiaramente abbiamo garantito i massimi standard di sicurezza grazie alla collaborazione con i vigili del fuoco, anche se ricordiamo che l’idrogeno non è più esplosivo del metano». La scelta è caduta sulla palestra del Meucci per due motivi: in primis perché molto vicino al casello autostradale da cui arriveranno le bombole di idrogeno, poi perché c’è un ampio spazio verde in cui si potrà costruire un deposito in cemento armato per stoccarlo. Un appezzamento in cui potrebbe essere installato un ampliamento del progetto: «Nel bando c’è l’opzione anche di realizzare un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di idrogeno». L’idrogeno è un’energia pulita e può essere prodotto in loco: «Il costo della caldaia, che sarà mista, si aggira sui 300mila euro – specifica Vita – il progetto con anche l’impianto di autoproduzione arriva sui 700mila euro. Siamo davanti a un banco di prova, una sperimentazione che se funzionale potrà essere estesa in futuro anche ad altri impianti scolastici». —





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