Gazzetta di Modena

Modena

Coronavirus a Modena

Diario della Fase 2 di Modena/ E finalmente il ritorno al mare

Miriam Ruggiero
Diario della Fase 2 di Modena/ E finalmente il ritorno al mare

5 MINUTI DI LETTURA





 Ore 8.00 – La libertà negata e ritrovata
Siamo in macchina, una decina di minuti ed il beep del telepass ci ricorda che stiamo
entrando in autostrada!
Dopo il lockdown, abbiamo di nuovo bisogno di respirare: lasciamo tutto, abbiamo bisogno
di buttarci per un giorno il vissuto di questi mesi dietro le spalle, cosi intraprendiamo il
nostro primo viaggio ed ha tutto un sapore nuovo: sa di conquista e di spensieratezza, di
attesa e di desiderio, di sorpresa ed incredulità, di avventura e di scoperta, ma soprattutto
sa di libertà, quella libertà che la bestia ad un certo punto ci ha inaspettatamente ed
obbligatoriamente negato …
Ci sembra di riscoprire il mondo, eppure la strada verso il mare, verso la Romagna,
l'abbiamo percorsa tante volte, da sempre, ma oggi è un ricominciare ...


Ore 10.00 – Il cuore vola
Arriviamo a Rimini, parcheggiamo ed iniziamo ad organizzarci per la discesa in spiaggia,
questa volta comprensiva di mascherina!
Scorgo da lontano una figura che alza il braccio in segno di saluto: è la mia amica Silvia!
Che bello rivederla dopo mesi, rivederla lì di persona e non come un'immagine di un
monitor!
Ci avviciniamo, i visi quasi completamente nascosti dalle mascherine, niente corse, niente
abbracci, niente baci … il cuore vola, ma il corpo è bloccato, com'è ancora dura la
negazione del contatto umano!!
Ci avviamo verso il mare e si incrociano i “come state?”, “i ragazzi dove sono?” e poi il
mare, l'immensità del mare, l'infinito azzurro che tocca il cielo … quanto mi è mancato!
Io, cancro, che vivo l'acqua come il mio ambiente naturale, che tutto accoglie e scioglie,
ritrovo la mia parte più profonda …
Alla richiesta dei ragazzi, entro, per la prima volta dopo mesi, in un bar per la colazione: da
adulta ho sempre vissuto la colazione come un rito consumato rigorosamente al bar, un
momento “tutto mio”, singolarmente oppure con amici o colleghi, ma obbligatoriamente
libero dai carichi quotidiani! Altra rinuncia del lockdown, altra sorpresa ritrovata oggi, in
riva al mare con gli amici di sempre, seppur urlandoci da un tavolino ad un altro per
raccontarci di noi …
Scorgere il mio amico Max ed iniziare la nostra perenne discussione da ingegneri sulle
mascherine, guardare Tommy che rincorre la palla, sorridere ad Alessia che racconta alla
sua amica Lara le sue pene femminili adolescenziali, mi rende serena perchè finalmente
ricominciamo a vivere, diversamente certo, ignari di quello che sarà, ma insieme …


Ore 11.00 – Senza pensieri
Mi guardo intorno: sarà l'aria di mare, sarà lo spirito allegro e festoso dei romagnoli, sarà
poter camminare liberi, con costume e ciabatte … tutto questo rende l'atmosfera più
rilassata che in città: sì certo, igienizzanti, tavoli ed ombrelloni distanziati, ma mascherina
solo quando strettamente necessario e poi “scialla”, come dice mia figlia!
Anche noi ci facciamo rapire da questa atmosfera, senza pensieri, ne abbiamo bisogno
dopo mesi di restrizioni, di divieti, di obblighi e di rinunce …
Bea, la sorella della mia amica Silvia, ci aspetta in riva al mare: l'azzurro è lo sfondo
perfetto della sua figura di giovane donna, sorridente ed allegra, con in mano la
mascherina, appena tolta con sguardo birichino e liberatorio, stesso sguardo del piccolo
Nicolò, che corre sulla spiaggia, libero e felice ...
Arriva l'ora della partitella per gli uomini e della passeggiata sulla spiaggia per le donne:
niente sembra essere cambiato, le nostre chiacchiere femminili sulla ricrescita dei capelli,
sugli smalti di tendenza, sulla scuola, sui figli, sul lavoro, sulle vacanze, sembrano
ridonarci la nostra normalità, la nostra vita, le nostre immancabili risate …


Ore 14. 00 – L'infanzia perduta
A pranzo, primo giorno al mare, la piada con coca cola è d'obbligo!
Mangiare con i piedi scalzi che toccano la sabbia, il corpo bagnato dal sole, gli occhi pieni
di azzurro ci rende sempre più liberi e leggeri …
Dopo pranzo ci avviamo verso Riccione: lungo la strada molti alberghi e case chiuse,
strade affollate ma non impercorribili come un anno fa, perchè, nonostante tutto, la bestia,
che ancora è tra noi, ci ha lasciato segni indelebili in tutto quello che facciamo, viviamo,
proviamo ed anche la Romagna è cambiata: ha subito, ha sofferto ed ora tenta di rialzarsi
… Ritrovo la stessa atmosfera in viale Ceccarini, alcuni negozi con le loro scritte colorate
“Bentornati” , “Prepariamoci per l'estate” , ma altri negozi ancora chiusi ...
Per un attimo il ricordo di luoghi vissuti diventa nostalgia, di una normalità che non
abbiamo e probabilmente non avremo più, di chi ha fatto parte di quei luoghi e non lo è
più, di un'infanzia perduta …
Anche alla storica gelateria “Nuovo Fiore” entriamo igienizzati e guidati, ma i colori del
bancone, dei contenitori e dell'albero dei gusti ci ridanno allegria e la voglia di riassaporare
il gelato …


Ore 18 – Una vita di contraddizioni
Ci avviamo verso casa, lungo la strada di ritorno ancora gli occhi pieni di sole e di azzurro,
la pelle arrossata, il cuore ricco di amicizia e di affetto, nonostante la bestia che è ancora
tra noi, che ci costringe ancora ad una vita di contraddizioni: voler bene a qualcuno ma
non poterlo abbracciare per la sua sicurezza, aver voglia di respirare e di uscire all'aria
aperta ma poterlo fare solo indossando una mascherina, voler sorridere ma poterlo fare
solo con gli occhi, raccontarsi i segreti ma urlando …
Alla radio si racconta l'America di oggi, che protesta all'insegna dello slogan “Black lives
matter”: l'America e le sue contraddizioni, il sogno americano che si infrange, ancora una
volta tragicamente ed inaccettabilmente, in quelle parole “I can't breathe” ...
MR

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google