«Inconcepibile fuga di Mirandola Strategia da metodi carbonari»
Sindaci e rappresentanti del centrosinistra contro il piano del capoluogo di abbandonare l’Unione dei Comuni
lE REAZIONI
Insorge il centrosinistra contro il piano di Mirandola di voler abbandonare l’Unione. Durissima è il sindaco di Cavezzo, Lisa Luppi, che è anche vice dell’Area Nord. «Stupisce e sconcerta apprendere una notizia di questo tipo dalla Gazzetta e non dal presidente dell’Unione e sindaco di Mirandola, Alberto Greco, perché questa decisione andrebbe almeno comunicata al tavolo dei sindaci, in una logica di correttezza e rispetto istituzionale. Di questa possibilità, così come della necessaria riorganizzazione dell’Unione, abbiamo parlato in diverse occasioni, al punto che insieme ai sindaci di Camposanto, Concordia, Medolla, San Possidonio, San Prospero abbiamo addirittura sviluppato una serie di proposte per consolidare e organizzare al meglio l’ente. Proposte sulle quali il presidente non si è mai espresso nel merito. Come vicepresidente dell’Unione mi chiedo com’è possibile presiedere un ente e contemporaneamente cercare di uscirne? Com’è possibile essere a capo di un’istituzione e cercare di prenderne le distanze perseguendo, spesso in polemica, obiettivi e modalità diversi dagli altri comuni membri?».
E mentre il sindaco di Camposanto, Monja Zaniboni, chiede chiarezza sullo studio economico “segreto” che certificherebbe l’antieconomicità della Mirandola-exit («Sarebbe bello che lo studio, predisposto pare da personale Ucman, fosse presentato a tutti i Comuni dell’Unione, perché le conseguenze finanziarie toccheranno tutti i cittadini dell’Area Nord»), il consigliere regionale Palma Costi e il coordinatore della Bassa, Simone Silvestri, accusano Mirandola. «Davvero la Lega di Golinelli, nella Bassa, vuole tornare ai campanili dei secoli passati, in uno dei territori economicamente più internazionalizzati, tornando ad aumentare le differenze nei servizi e nei costi per cittadini che risiedono da una parte all’altra della strada? - si domanda l’ex assessore regionale - È una scelta sbagliata, frutto della voglia di “comandare” della Lega, che farà pagare l’incapacità organizzativa e gestionale ai cittadini».
«Il presidente dell’Unione, nonché sindaco di Mirandola - scrive Silvestri - con la sua maggioranza di centrodestra, cerca da mesi pretesti per abbandonare in modo unilaterale l’Unione, nonostante in campagna elettorale avesse promesso esattamente il contrario, ovvero di migliorarla. Una delle tante mancate promesse elettorali che ora, però, si sta trasformando in una grave inadempienza istituzionale. Si pensa di fare politica esclusivamente con comunicati stampa, ma amministrare è costruire proposte realistiche per risolvere problemi concreti».
«Abbiamo capito benissimo che i leghisti di Mirandola vogliono uscire dall’Unione perché non vanno d’accordo con nessuno - scrive Marco Azzolini, segretario Pd di Mirandola - Non ci hanno però ancora detto quali sarebbero i vantaggi per i mirandolesi. Se c’è uno studio è ora che sia messo a disposizione di tutti i consiglieri e dell’opinione pubblica: una decisione così importante non può essere preparata con metodi carbonari. Secondo, è ora che il sindaco e la giunta passino dalla propaganda al merito: ci vogliono i conti, i numeri del personale, le proposte per la riorganizzazione». —
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