Sant’Agostino piace anche a Italia Nostra
Dopo l’abbandono di torri e copertura, l’associazione da sempre critica ora approva il restauro per i Musei universitari
Italia Nostra plaude al via del primo stralcio di restauro all’antico ex ospedale di Sant’Agostino, destinato a ospitare il polo culturale cittadino. «È significativo - spiega l’associazione diretta da Giovanni Losavio - che sia data precedenza al progetto dei Musei universitari che nella porzione demaniale dell’isolato (il palazzo di viale Berengario, ndr), dunque di appartenenza pubblica, trovano la loro storica matrice con il Teatro anatomico. Merito della Fondazione di Modena, che si è assunta l’onere su proprietà non sua di progettazione e attuazione del restauro (l’ente è proprietaria del resto dell’ex ospedale ndr). La Soprintendenza ha approvato il progetto rispettoso della disciplina conservativa dettata dal Codice dei beni culturali. E allora, caduta la ipotesi di trasferire le due storiche biblioteche di ricerca, Estense e Poletti, entro l’ex ospedale, forzandone le fisiche strutture, si riconosca esplicitamente che l’originario progetto misurato sulla funzione di polo librario non può sopravvivere. Si consideri che la copertura del gran cortile, che conforma la originale struttura a forcipe del nucleo centrale settecentesco, era stata esclusivamente giustificata dalla esigenza funzionale di farne il cuore di servizio alle due storiche biblioteche».
Che il tema sia dibattuto lo confermano anche gli interventi dei partiti politici e di altre associazioni come gli Amici del Sant’Agostino. «Il progetto del Sant’Agostino - spiega Federica Venturelli, responsabile cultura e consiliere del Pd - non va inteso solo come un mero recupero o restauro dell’esistente, nemmeno come un semplice contenitore, ma un vero e proprio progetto politico che coinvolge tutti gli enti culturali e non solo. Un progetto ambizioso e di ampio respiro che colloca Modena in una nuova dimensione culturale e turistica. Sarà un Polo culturale di rilievo internazionale».
Come già il sindaco in Consiglio comunale anche l’esponente del Pd sottolinea la regia pubblica: «Si deve proseguire il rafforzamento del ruolo, in capo all’Ente pubblico, di sinergia, coordinamento e controllo degli indirizzi strategici delle politiche culturali. A maggior ragione in un periodo di grandi complessità come l’attuale». Gli Amici infine esprimono «soddisfazione per l’esito che ha portato a una svolta nel progetto per il restauro del comparto S. Agostino. Finalmente inizieranno i lavori e questo solleva un peso che si stava aggravando per il timore che, dopo un’attesa infinita, tutto potesse finire in nulla. Numerosi interrogativi ancora pendono e perdura la sensazione che i partner continuano a giocare su tavoli diversi, con giudizi e intenzioni diverse, a discapito del progresso rapido verso la realizzazione complessiva e finale. Ciò che davvero non vorremmo è “una nuova storia” in questo calvario che ci affligge da 15 anni con continui colpi di scena e reiterati tentativi di andare contro le legittime e ponderate risoluzioni dell’istituzione preposta alla tutela degli edifici storici. Abbiamo assistito a tutto. Persino, da ultimo, alle recriminazioni, mesi fa, per i ritardi della Soprintendenza nel “dare risposte”. Dai giornali si apprende che il progetto è stato inviato alla Soprintendenza il 5 maggio e che il primo giugno è arrivata la risposta favorevole. E dunque, quali ritardi? Ci sono le prospettive e le concrete possibilità per andare avanti, dopo l’abbandono definitivo del progetto Gae Aulenti». —
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