“Caso espropri” chiuso La Polizia locale avrà la sua nuova sede
Sistemata con 7.600 euro la vicenda di via San Pietro Dopo l’estate potranno iniziare i lavori per oltre 3 milioni
Daniele Dei
Dovranno uscire altri 7.600 euro dalle casse del Comune di Sassuolo per sistemare la questione degli espropri degli appartamenti eseguiti nel 2009 al civico 6 di via San Pietro, con la speranza che da ora in poi i soldi vengano investiti solo per la realizzazione del progetto della sede della polizia municipale che sorgerà su quei terreni. Nei giorni scorsi il Comune è dovuto tornare sull'annosa vicenda del quartiere Braida, mettendo un punto alla sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bologna 195 del 2018 che aveva invitato il municipio a risarcire uno dei proprietari degli immobili, Hassan Touil, che non aveva ricevuto alcuna somma dopo l'esproprio. Legato a quel contesto c'erano dei crediti che il Comune esigeva dal proprietario e che non erano mai stati versati. Dal 2018 a oggi dunque, su invito della Corte di Appello bolognese, sono stati eseguiti i conteggi i quali hanno attestato dunque che, pareggiata la parte debitoria, al proprietario spetta una cifra di 7.602,15 euro. Negli anni ci sono state altre sentenze che avevano invitato il Comune a corrispondere dei pagamenti: in particolar modo, nel consiglio comunale del 20 dicembre 2018, venne riconosciuto per tre sentenze oltre a quella già citata un debito fuori bilancio di quasi 377mila euro. Le questioni erano legate soprattutto alle motivazioni dell'esproprio di quell'immobile, edificato alla fine degli anni Sessanta come foresteria per i lavoratori delle ceramiche emigrati a Sassuolo e poi diventato negli anni centro di degrado e delinquenza. L'allora sindaco Graziano Pattuzzi utilizzò la leva dell'esproprio con lo scopo di fare la sede della polizia municipale, che inizialmente doveva essere condivisa con la guardia di finanza e poi con la Croce Rossa. Non sorgendo alcun cantiere, alcuni ricorsi sono stati presentati obiettando la liceità della mossa e pretendendo non il valore di esproprio, ma di acquisto dell'immobile. Prima la giunta Pistoni e poi quella Menani hanno quindi ripreso in mano la faccenda e portare a termine l'operazione. A tal proposito, dopo l'estate è in programma l'avvio del cantiere per un investimento da oltre tre milioni i euro, che prevede la costruzione di una struttura di 1800 metri quadrati con un seminterrato di 900, con la disponibilità di una sala riunioni con accesso esterno che potrà essere utilizzata anche per iniziative non per forza attinenti all'attività del comando. —
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