Formigine sposa un futuro verde Più ciclabili e zero cemento
DFORMIGINE
Ripensare la Formigine del futuro adottando una prospettiva che vada verso una città ancora più verde, più accessibile e più accogliente. Con “Formigine 2030” il Comune vuole andare verso la costruzione di un’idea di città condivisa tra amministrazione, associazioni e cittadini. Entro l’estate prenderà avvio la redazione del nuovo Piano urbanistico Generale e Formigine ha avviato, già da tempo, una collaborazione con l’Università di Parma per delineare alcune strategie finalizzate alla riqualificazione urbana e alla valorizzazione ecologico-ambientale dell’intero territorio. Una valorizzazione che parta dai cosiddetti “vuoti” del territorio, che sono dei vuoti positivi: Formigine e frazioni sono piene di parchi e aree verdi (il numero di questi spazi raggiunge quasi un centinaio) ed è proprio su questi che si focalizza lo studio condotto dall’Università di Parma. «Oggi – spiega il professor Dario Costi, del dipartimento di ingegneria e architettura dell’Università – la vera scommessa è agire in un’ottica di consumo zero di suolo. Prima l’attenzione era sull’espansione, mentre adesso è sui vuoti delle città». Il lavoro dell’Università è partito lo scorso settembre: il professore e una trentina di studenti di architettura hanno avviato un’analisi urbana di capoluogo e frazione, coinvolgendo anche associazioni, mondo del lavoro e alcuni stakeholders istituzionali. Una delle idee principali è quella di creare dei collegamenti tra parchi, aree verdi e piazze urbane, in modo da realizzare un sistema di mobilità lenta che possa essere alternativo alla viabilità carrabile. Si vuole, in sostanza, invogliare i cittadini a spostarsi a piedi o in bicicletta in mezzo alla natura e lungo i corsi d’acqua: «La questione delle trame d’acqua – commenta il professor Costi – è interessante per tutta la Pianura Padana. Qui c’è una serie di canali storici che sono una presenza ancora riscontrabile e che va valorizzata». Tantissime sono già le persone che si spostano da Casinalbo a Formigine passeggiando lungo i corsi d’acqua, soprattutto nel weekend, per rilassarsi e fare attività motoria. Aggiunge Costi: «Vorremmo mettere i cittadini nelle condizioni di adottare tutti i giorni quei comportamenti che hanno nel fine settimana. Assecondare questa tendenza è importante, oltre che per la socialità anche per la salute. Circa il 23% dei bambini in Italia sono sovrappeso e questo è perché le città sono inospitali». Alla presentazione dello studio c’erano anche l’architetto Alessandro Malavolti e il sindaco Maria Costi che ha dichiarato: «Formigine è una città che ha l’ambizione di essere per le persone e con questo studio si intende andare in questa direzione. Ci affacciamo a questo nuovo percorso avendo già approvato il Pums e il Biciplan». Per concretizzare lo scenario di una città verde, la riflessione dell’Università si sofferma anche sul percorso ferroviario e su una tramvia: «L’idea – prosegue Dario Costi – è quella di integrare la mobilità individuale lenta con quella collettiva sostenibile». Appena sarà possibile, i risultati dello studio verranno condivisi con la popolazione formiginese: «L’obiettivo – ha concluso Malavolti – è che questi progetti trovino la loro concretezza attraverso il piano triennale degli investimenti pubblici, ma anche attraverso l’attuazione degli investimenti privati». —
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