La nostra provincia ha 705mila abitanti Baby boom a Soliera «È un paese ideale»
La popolazione provinciale cresce di altre 548 unità Spilamberto, record “stranieri” al 19%, minimo a Fiumalbo
A Soliera è “baby boom”. Spilamberto rivince l’oro per l’interculturalità. A Finale e in ampie fette dell’Appennino i numeri sono in calo. Quasi uno “straniero” su sei abbandona Fiumalbo, dove per straniero in Anagrafe si intende chi arriva non solo dall’estero ma anche da un Comune vicino.
I dati sulla popolazione modenese offrono diverse chiavi di lettura. Partiamo dalle cifre, rilasciate dall’Osservatorio statistico della Provincia. Al 1° gennaio scorso, la popolazione residente ha toccato quota 705.970 abitanti: +548 rispetto al 1° gennaio 2019. Merito soprattutto dei residenti stranieri, cresciuti di 1.848 abitanti rispetto alla precedente rilevazione.
Senza nuovi afflussi, la popolazione totale sarebbe diminuita di 1.300 unità.
Le famiglie modenesi sono così 305.959. Ogni nucleo ha in media 2,3 componenti. A Modena capoluogo risiedono 186.741 persone, 434 in più rispetto al 1° gennaio 2019. Argento provinciale a Carpi con 71.347 abitanti, 489 in meno dei dati precedenti. Sono 43 gli abitanti in meno a Sassuolo, bronzo provinciale con un totale di 40.875. Si avvicina così Formigine con 34.638 abitanti e un incremento di 79 residenti. In termini percentuali, l’incremento più significativo si registra però a Soliera.
I 217 abitanti in più rispetto al 1° gennaio 2019 portano la popolazione solierese a quota 15.644 con un +1,4%. Gli stranieri danno un contributo con 64 abitanti in più (+4,5%). Per il vicesindaco solierese Cristina Zambelli è merito di «diversi elementi combinati insieme». Le dimensioni contano perché Soliera è «un paese né troppo piccolo né troppo grande».
Un valore aggiunto risiede nel «curare molto la parte dei servizi e quella abitativa, pur soffrendo come tutti i Comuni». Il vicesindaco ha le deleghe (tra l’altro) sia alle Politiche abitative sia all’Immigrazione e all’Integrazione. «Costruire relazioni, grazie anche all’aiuto reciproco» è la chiave. «Cerchiamo di assistere le famiglie nel momento in cui hanno bisogno - riconosce il vicesindaco - e diverse sono riuscite ad acquistare poi i loro appartamenti. Ciò significa non avere più la distinzione tra stranieri, immigrati o italiani da altri Comuni».
Una distinzione contro cui combatte l’amministrazione di Spilamberto. Al 1° gennaio 2019, la popolazione spilambertese deteneva il record provinciale con il 19,1% di stranieri sul totale di abitanti. Un anno dopo, la percentuale è cresciuta al 19,6%: quasi uno su cinque. Non una cattedrale nel deserto: la vicina Vignola è passata dal 17,7% al 18% di stranieri sul totale. Al terzo posto si conferma Camposanto, che passa dal 17,2% al 17,9%. Il nadir a Fiumalbo, dove ormai è straniero meno di un residente su venti (4,7% contro il 5,6% dell’anno prima). Gli stranieri nel Comune sono calati del 16,2%. A Fiumalbo (come a Frassinoro e a Montese) la popolazione totale decresce dell’1,4%, l’inverso di Soliera. Peggio di Finale (-1,3%), meglio soltanto di San Possidonio (-1,8%), Montecreto (-2,0%) e Palagano (-2,3%).
«Ci stiamo impegnando con le politiche sul lavoro per incentivare le aziende sul territorio», la replica del sindaco palaganese Fabio Braglia. Il sindaco prevede «azioni rivolte alla diminuzione delle tasse per chi avvia nuove attività». Le misure sono programmate nel bilancio consuntivo in discussione la prossima settimana. Nel testo, un ampio capitolo sarà destinato al Covid-19. Braglia assicura che sono inclusi sia «una nuova negoziazione dei mutui» sia «risorse per aiutare le attività che sono rimaste chiuse». Segnali incoraggianti risiedono nell’avere «tutte le case piene per l’estate». Serviranno misure per far mettere le radici sul territorio. «Abbiamo registrato interessi anche dall’Inghilterra - conclude Braglia - per avere la possibilità di avere case immerse nel verde. È tutto molto legato alle possibilità di lavoro, su cui stiamo lavorando». —
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