Mezzetti, il mondo della cultura si mobilita Una lettera al sindaco per averlo a Modena
Tra i firmatari artisti, studiosi, docenti e operatori del settorea e invitano ad approfittare della decennale esperienza di Massimo Mezzetti in Regione ha rappresentato per gli operatori culturali dell’Emilia Romagna un periodo certamente proficuo sia dal punto di vista degli investimenti, con un notevolissimo aumento delle risorse, sia dal punto di vista del coordinamento delle attività,
MODENA I principali artisti modenesi, da Giuliano della Casa e Wainer Vaccari a Franco Vaccari e Giovanni Manfredini, da Olivo Barbieri a Franco Guerzoni insieme a studiosi e docenti (Andrea Cardarelli, Donato Labate, Ilaria Pulini, Grazia Scacchetti, Luciano Rivi), operatori (Fausto Ferri, Andrea Losavio) e numerose altre personalità del mondo creativo modenese “invocano” l’arrivo nella gestione culturale cittadina di Massimo Mezzetti.
Il nome dell’ex assessore regionale alla cultura e legalità - dieci anni, in precedenza anche amministratore sotto la Ghirlandina - nei giorni scorsi era trapelato: il sindaco Muzzarelli e l’assessore alla culturale e segretario cittadino del Pd Andrea Bortolamasi nonché il presidente di Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli, hanno pensato a Mezzetti per risollevare le sorti cittadine riguardo a musei, fondazioni, poli culturali e spazi espositivi che non decollano. Tanto più che improvvisamente nel giro di poche settimane hanno salutato prima Mauro Felicori, nuovo assessore regionale e poi il capo di Fmav Daniele Pittèri andato a dirigere la Fondazione Auditorium Parco della musica di Roma. I firmatari nella loro lettera di sostegno indirizzata a Muzzarelli, Bortolamasi e Cavicchioli spiegano che «la decennale esperienza di Massimo Mezzetti in Regione ha rappresentato per gli operatori culturali dell’Emilia Romagna un periodo certamente proficuo sia dal punto di vista degli investimenti, con un notevolissimo aumento delle risorse, sia dal punto di vista del coordinamento delle attività, che ha visto la realizzazione della Legge per il cinema, il riconoscimento a Emilia Romagna Teatri dello status di Teatro Nazionale, la trasformazione dell'associazione Teatri Emilia Romagna in Fondazione, l’unica legge regionale in Italia a sostegno della musica della formazione musicale e della musica dal vivo, la legge sulla Memoria, solo per citare alcune iniziative».
Nella missiva si legge anche che «l'eventuale apporto per la città di una figura come quella di Massimo Mezzetti, per la sua esperienza e per le reti di relazioni che ha consolidato nel nostro campo in questi anni, sia un'opportunità da cogliere come arricchimento ulteriore all’investimento che l’amministrazione comunale, il suo assessore alla cultura e la Fondazione di Modena stanno mettendo in campo. Riteniamo che una personalità come Mezzetti possa giovare al bisogno di progettualità creativa della città in un momento in cui tanti progetti sono sulla rampa di lancio e necessitano di una migliore definizione, come Ago-Fabbriche culturali o come la Fondazioni Arti Visive».
Proprio riguardo quest’ultimo ente, però, emerge un particolare che potrebbe però generare un po’ di problemi. Secondo più fonti, dopo l’addio di Pìtteri da Fmav il ruolo di direttore della struttura che assomma Galleria civica, Museo della figurina e Fondazione Foto sarebbe stato offerto proprio a Mezzetti. La cosa sembrava fatta, ma poi il colpo di scena. La Fondazione Modena Arti Visive decide di promuovere ai vertici i responsabili di settore Anna Bartolacelli, Claudia Löffelholz e Lorenzo Respi, rinunciando all’apporto di Mezzetti, certamente non esperto di arte contemporanea. Uno sgambetto o la scelta di affidare all’ex assessore un ruolo magari ancora di maggior prestigio? —
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