Raffica di rapine col coltello e una prostituta violentata
Prima udienza per i presunti autori di una serie di aggressioni a lucciole, clienti e automobilisti a Baggiovara e Cognento. Un caso di stupro con la lama alla gola
Iniziato e subito rinviato il processo a una banda di rapinatori di prostitute e di automobilisti che avevano la sfortuna di trovarsi a Baggiovara o a Cognento di sera. La prima udienza si è conclusa ieri mattina davanti al Collegio del Tribunale con l’incarico a un perito di trascrivere le telefonate intercettate tra i due imputati: i marocchini A.S., 37 anni (difeso dall’avvocato Giovanni Casara), e A.B., 40 anni, entrambi già condannati per altri reati. I due sono accusati di una lunga scia di aggressioni, minacce di morte, rapine e in un caso anche di stupro vero e proprio compiuti tra Cognento, Baggiovara e Modena tra il novembre 2018 e il gennaio 2019. Una serie di gravi violenze e minacce di morte con coltelli terminata con l’intervento della Squadra Mobile della Questura. I due sono infatti imputati per otto rapine in concorso, percosse e anche un caso di violenza sessuale.
La serie di colpi è culminata con un’aggressione avvenuta nella notte del 28 novembre 2018 a una prostituta dell’Est Europa. Secondo la ricostruzione della Procura, dopo aver portato la “lucciola” in una stradina di Cognento, A.S. si avvicinò improvvisamente alla ragazza, le puntò un coltello alla gola ripetendole di non provare a contattare la polizia e rapinandola del portafoglio, del permesso di soggiorno e del cellulare. Sempre tenendola sotto scacco col coltello alla gola ha poi detto chiaramente alla ragazza che voleva violentarla e l’ha costretta sotto minaccia di morte a non ostacolare lo stupro. Sempre A.S. è accusato di una rapina a un connazionale che aveva trattato con modi spicci mettendogli le mani direttamente in tasca e poi minacciandolo con un coltello per farsi dare il denaro. Giorni dopo un italiano ha raccontato di essere stato fermato a Modena da A.S. mentre gira in auto. Il marocchino lo scaraventa a terra e scappa con la sua auto. Stessa tecnica con un altro italiano a Modena: A.S. blocca la portiera mentre la vittima sta salendo e, puntandogli un coltello alla gola, gli ordina di dargli il portafogli altrimenti gli fa male. In tutto la rapina frutta 50 euro. Un altro episodio violento, compiuto secondo l’accusa con due complici, uno dei quali modenese, viene portato a termine a Cognento il 28 novembre. Il modenese parcheggia l’auto dietro alla Bmw di un italiano. Scendono A.S. e un altro. A.S. trascina fuori dall’auto la vittima. “Stai zitto o ti taglio la gola”, minaccia con coltello facendosi dare il telefono, prendendosi l’auto e gettando la vittima a terra. Tra i capi d’accusa del processo contro i due ci sono altri casi di rapine, in particolare contro prostitute, messe in atto minacciando le vittime con un coltellaccio da cucina. In un caso A.S. avrebbe anche picchiato una vittima con un giornale arrotolato intorno al coltello.
Tutti questi episodi, terminati nel gennaio 2019, al centro delle ricostruzioni investigative, da settembre saranno oggetto di analisi nel corso del processo. —
C.G.
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