Greco: «Mirandola va, siamo autonomi»
«Gli altri Comuni sono sempre a rimorchio, ora basta. Ogni anno spendiamo 500mila euro in più. Faremo da soli»
mirandola
A un anno dalla sua elezione, il sindaco Alberto Greco è protagonista di una fase che segnerà comunque la storia tra ricostruzione post sisma, Covid, ospedale e uscita dall’Unione.
Qual è il provvedimento che la rende più orgoglioso e quale la delusione maggiore?
«Premessa: ho una Giunta di grande livello e competente, siamo uniti e lavoriamo bene. Di sicuro la ricostruzione post sisma ci sta dando soddisfazioni: pratiche Mude terminate, lavori sul teatro, affidamento della chiesa del Gesù e presto del municipio, percorso dell’ex Gil. Abbiamo ridato slancio, ma la burocrazia rimane un fardello che rallenta una macchina pubblica».
Mirandola-exit, uscire dall’Unione a Mirandola conviene?
«Per 17 anni Mirandola ha curato l’Unione e gli altri sono venuti a traino. Essere nell’Unione deve risultare un orgoglio non un sacrificio e invece ogni Comune guarda il proprio orticello. Mirandola vale il 28% dell’Unione come cittadini, ma paga per il 36% dei costi di funzionamento. Va bene la sussidiarietà ma 500mila euro all’anno sono troppi di fronte ad un ente che viene indicato dalla Regione come ancora in fase di “avviamento”. Avevo chiesto agli altri sindaci di dirmi cosa volevano fare: avete parlato di ultimatum, ma non mi rivolgevo a loro bensì a me stesso. Dovevo capire e dopo un mese non c’è stato nessun passo concreto verso una riforma dell’Unione: bene, è arrivato il momento di avviare la procedura di uscita di Mirandola. Sono un avvocato, ho sempre cercato di risolvere le questioni prima di arrivare davanti al giudice ma serve sempre un accordo tra le parti...».
Uscire dall’Unione è economicamente sostenibile?
«Per Mirandola lo è. Abbiamo analizzato i vari uffici, quello che riporteremo a casa e quello che perderemo. Avremo sei mesi e una consulenza esterna per sistemare tutto, ma la città che amministro ha le competenze interne per stare da sola. Se ci mancheranno dipendenti li assumeremo, se c’è da comprare qualcosa lo faremo, non sono quelli i problemi. Troveremo gli equilibri ma temo saranno gli altri otto Comuni ad avere qualche peggioramento».
La Ragioneria ha però dato un parere negativo all’operazione di recesso.
«Il parere è negativo in ragione dell’impossibilità di poter avere un parere di tipo contabile per l’assenza di un’analisi delle condizioni e degli effetti del recesso. Tali condizioni potranno definirsi solo con l’attivazione del percorso di reinternalizzazione dei servizi. Per il quale si potranno simulare diversi scenari tra cui anche la gestione attraverso le convenzioni. In virtù di questo dato mancante si opererà nel pieno principio della parsimonia a tutela degli equilibri di bilancio garantendo i servizi».
Ha mai pensato all’idea di un Comune unico?
«La fusione è la cosa migliore si possa pensare ma guardate come si comportano gli altri Comuni con il conferimento dei servizi in Unione... Con queste premesse il Comune unico non si farà mai».
Ospedale: crede che l’unità di intenti raggiunta possa essere l’innesco per dare un ruolo da protagonista al Santa Maria Bianca?
«C’è la volontà di tutte le parti politiche della Bassa nel chiedere un ospedale di primo livello con tanti servizi. L’assessore Canossa ha fatto una bella proposta sul nuovo padiglione; credo che l’Area Nord meriti attenzione al di là di quello che sarà dell’Unione». —
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