Pd, Gasparini a Roma Rappresenterà le pmi «Un premio a Modena e al nostro saper fare»
L’assessore alle Attività produttive scelto da Zingaretti: «Io ex renziana? Non lo rinnego, ma Matteo è cambiato»
Luca Gardinale
ll lavoro non mancherà di certo, soprattutto nel settore che il segretario Zingaretti ha deciso di affidarle. Perché ci sarà anche una dem carpigiana ad affiancare l’ex parlamentare Stefano Vaccari nella dirigenza nazionale del Partito democratico: Stefania Gasparini, presidente della direzione provinciale del Pd e assessore alle Attività produttive a Carpi, è stata scelta dal partito nazionale come responsabile del Dipartimento dedicato alle piccole e medie imprese.
Gasparini, il partito ha deciso di affidarle un incarico importante, soprattutto pensando alla crisi economica causata dall’epidemia.
«Sono molto soddisfatta per il nuovo incarico, ma al di là del riconoscimento personale penso che si tratti di un bel segnale per tutto un territorio che vive di piccola e media impresa».
Quali saranno i temi da affrontare subito?
«I temi da affrontare sono tanti, da quelli sul tavolo da tempo, come l’internazionalizzazione delle pmi, a quelli che purtroppo oggi sono di stretta attualità, come l’emergenza sociale ed economica causata dal Coronavirus. Il momento più difficile sarà probabilmente tra la fine dell’estate e l’autunno, con una grande incertezza dal punto di vista finanziario e con tante questioni da affrontare. Per questo, sarà fondamentale portare avanti un dialogo continuo con tutti gli attori in campo, a partire ovviamente dalle imprese e dai territori».
Stefano Vaccari in segreteria nazionale, lei responsabile del Dipartimento per le piccole e medie imprese: nel Pd nazionale oggi c’è un bel “pezzo” della nostra provincia...
«Modena è ben rappresentata nel partito nazionale, e la cosa mi riempie di soddisfazione, al di là delle questioni di campanile: diciamo che il “saper fare ” emiliano è stato premiato dal segretario Zingaretti e metterà in campo tutte le sue competenze».
A proposito di Zingaretti, qualcuno farà notare che lei era molto legata al “nemico” Mattero Renzi...
«Non rinnego di certo il passato, anche perché credo che diverse delle idee di Renzi siano state e siano tuttora valide. Sono però convinta che dalla gestione del referendum in avanti, quello che abbiamo visto non sia più stato il Renzi che avevo e avevamo sostenuto in tanti. Di conseguenza, non ho condiviso la sua uscita dal partito: oggi la guida del centrosinistra non può prescindere dal Pd».
Eppure nei mesi scorsi c’è chi ha addirittura ipotizzato scioglimenti e cambi di nome...
«Sono ipotesi a cui non ho mai creduto: piuttosto, dobbiamo continuare a lavorare sui contenuti, cosa che Zingaretti sta facendo molto bene. Penso anche all’alleanza di governo: all’inizio è nata quasi per caso, per evitare di lasciare il Paese in mano all’“uomo del Papeete”, ma poi è stata riempita di azioni e di contenuti che lo hanno reso un esecutivo credibile.
Ora è il momento di fare uno scatto ulteriore: dobbiamo capire quali saranno le risorse che arriveranno dall’Unione europea e dare risposte concrete alle persone».
Pensa che l’alleanza con il Movimento si possa replicare anche sul territorio?
«Il rapporto con i Cinque stelle è stato e resta complicato, soprattutto a livello territoriale, dove la convergenza sembra decisamente più difficile». —
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