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Tre Consigli in quindici giorni Poi incarico a un super manager

Tre Consigli in quindici giorni Poi incarico a un super manager

L’iter per la Mirandola-exit e le strategie per ritrovare autonomia I sindaci Pd: «Metodi arroganti, basta pressioni sui lavoratori» 

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il retroscena

Mirandola si prepara a riprendersi 29 servizi di cui soltanto 14 erano stati conferiti in Unione da tutti e nove i Comuni. Lo farà, sempre a patto che il Consiglio comunale voti il recesso nella seduta di lunedì e in quelle del 22 e 30 giugno, a partire dal 1 gennaio. Nei prossimi sei mesi il Comune dovrà però dotarsi di un consulente a cui demandare “un approfondito studio sulle misure attuative riguardanti il rientro nella piena titolarità dei servizi trasferiti, con relativi riflessi finanziari e patrimoniali sul bilancio dell’ente e sulla dotazione organica”. Sarà quindi un super manager - figura bocciata dagli altri sindaci dell’Unione e già individuato attraverso un bando - a occuparsi della riorganizzazione interna, tema non ancora dettagliatamente approfondito e che ha infatti generato il parere negativo del responsabile del servizio Finanziario, Manuela Martini a causa della mancanza di numeri certi.

Le colombe hanno quindi ancora poco tempo per cercare una complicata riappacificazione, più probabile che un approccio possa arrivare soltanto dopo la prima votazione di lunedì. Intanto i sindaci del centrosinistra elaborano il nuovo manifesto programmatico.

«L’Unione c’è e ci sarà, con o senza Mirandola - scrivono i primi cittadini di Camposanto, Cavezzo, Concordia, Medolla, San Possidonio e San Prospero - A otto o nove che sia, si apre una nuova fase, dove l’Unione verrà ripensata, rendendola più efficiente, come da programma, senza dimenticarne i principi fondativi: governare l’Area Nord con politiche coordinate, garantire pari servizi ai cittadini di tutti i Comuni e portare compatti presso gli enti sovraordinati le istanze di un intero territorio, per ottenere quello che l’Area Nord si merita per la sua storia e per il suo presente. Cogliamo l’occasione per rassicurare tutto il personale dell’Unione, sottoposto in questi giorni a pressioni, che ci vengono segnalate da più parti, operate da chi l’Unione, facendo finta di volerla guidare, in realtà in questi mesi ha sempre voluto solo sfasciarla dall’interno. A tutti i dipendenti diciamo che il loro posto di lavoro non è a rischio. Certi metodi sono inaccettabili e li lasciamo alla disperazione e all’arroganza di chi, oltretutto sconfessando i propri programmi elettorali, si è rivelato palesemente inadeguato ai tipi di compiti a cui è stato chiamato.

«Costoro - continuano i sindaci rivolgendosi chiaramente ai rappresentanti della Lega mirandolese - sappiano che non ci intimoriscono, e non devono intimorire chi, con il proprio lavoro, è quotidianamente al servizio di un’intera comunità. Noi continueremo a lavorare con senso di responsabilità e serietà: lasciamo ad altri spericolate sperimentazioni, decise con ogni probabilità senza neppure il supporto di adeguate valutazioni di impatto economico e sociale. Da sindaci di un territorio capace di rialzarsi dopo il terremoto, mentre altri sapevano solo scomparire o lamentarsi, siamo abituati a lavorare sodo, collaborando per trasformare i problemi in opportunità. Lo faremo anche questa volta per l’Area Nord, indipendentemente dalla provenienza politica perché una volta eletti rappresentiamo tutti i cittadini». —



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