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ha 1345 allievi in tutta la bassa 

I travagli della scuola di musica «Il nostro futuro resta incerto»

I travagli della scuola di musica «Il nostro futuro resta incerto»

Il direttore Besutti sulla “Fondazione Andreoli”: «I 68 maestri sono in bilico È bello tornare a suonare insieme, ma i Comuni soci attendono il bilancio»

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MIRANDOLA

Dopo la ripartenza post-terremoto, quella post-Covid. Due emergenze che hanno messo a dura prova l’Area Nord, ma che hanno anche dimostrato il meglio che può esprimere il territorio. Tra le eccellenze si è affermata la Fondazione Scuola di Musica “C. e G. Andreoli”, che si conferma un esempio per tutta la Bassa, ma anche una delle realtà più originali e solide nel panorama culturale dell’Emilia Romagna. Con 1.345 allievi, 68 insegnanti e corsi di alta qualità per un’ampia gamma di strumenti, la Scuola si è affermata come una delle più importanti esperienze di inclusione e promozione della musica a livello nazionale ed europeo.

La Fondazione “Andreoli” è riuscita a superare il nuovo periodo di emergenza puntando sulle lezioni a distanza ed ora è riuscita a far ripartire anche i corsi in presenza, con lezioni individuali svolte in tutta sicurezza.

Direttore Mirco Besutti, come avete superato questo nuovo esame?

«La situazione ci ha colti impreparati, come tutti del resto. Però abbiamo reagito, riscoprendo, dopo l’esperienza già vissuta dopo il terremoto, che nelle difficoltà sappiamo tirare fuori il meglio. Le lezioni a distanza sono state uno strumento adeguato all’emergenza. Abbiamo avuto più di mille adesioni a questa nuova modalità di svolgere musica. Ora serve un nuovo scatto».

Quali nuove iniziative avete pianificato?

«Siamo ripartiti anche con la musica d’insieme a distanza, che per noi è fondamentale. Abbiamo realizzato svariati video per i Comuni, per garantire continuità a un progetto che vede coinvolti molti ragazzi diversamente abili dell’Area Nord».

Per la prima volta nella storia della Fondazione avete dovuto ricorrere alla cassa integrazione per gli insegnanti. Come vede il loro futuro?

«Prima di tutto devo ringraziarli per il loro apporto molto positivo in questa emergenza. Però devo anche dire che vedo un futuro molto incerto per loro. La nostra pianificazione per ora arriva ad agosto; poi, da settembre, si vedrà. Ci sono ancora molti punti interrogativi sull’attività».

Che anno sarà il prossimo? Ha già discusso coi Comuni e la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, che sono i soci fondatori della Scuola di Musica?

«Per il 2020 i soci fondatori hanno garantito il loro contributo, ma tutto sarà più chiaro a settembre, quando presenteremo il nostro bilancio preventivo. A quel punto capiremo se e quale futuro avrà la Fondazione Scuola di Musica. Non essendo una scuola dell’obbligo, la nostra attività si basa principalmente sulla condivisione e la partecipazione delle famiglie, che ci riconoscono una fondamentale capacità formativa dell’individuo. Noi dobbiamo rinsaldare questo messaggio e chiedere alle famiglie di continuare a credere in noi e supportarci».

Quali saranno i nodi da affrontare con il mondo della scuola, considerate anche le nuove norme che regoleranno il settore? Che spazio ci sarà per la musica?

«L’attività con le scuole rappresenta il 20 per cento del totale della nostra attività. Oggi siamo nell’incertezza più totale e anche per questo temiamo ripercussioni sul futuro lavorativo degli insegnanti. Stiamo cercando di attivare nuovi canali di aiuto. La nostra Scuola di musica è un patrimonio per tutti i cittadini dell’Area Nord e faremo di tutto per salvaguardarlo». —



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