Rete Imprese: «Tutti colpevoli Ma c’è modo di rimediare»
Le associazioni rompono gli indugi: «Mirandola, mossa inconcepibile Se gli altri vogliono salvare l’Unione conferiscano subito i servizi»
l’analisi
Dopo una settimana di rumoroso silenzio, le associazioni di categoria (Confcommercio, Cna, Confesercenti e Lapam) scelgono di affidare la propria analisi ad un comunicato congiunto. Un tentativo di tenere insieme sensibilità molto diverse e dal quale emergono responsabilità varie per la crisi attuale dell’Unione di cui la Mirandola-exit è solo l’apice temporale. Ma Rete Imprese, sfruttando la situazione, rilancia l’idea delle fusioni tra Comuni, che ha sempre visto tutte le associazioni concordi («Una strada che Rete Imprese Italia ha sempre auspicato, ritenendola la migliore possibile, senza necessariamente venir meno alla Unione dei Comuni».).
«Le polemiche che stanno sorgendo attorno all’Unione - inizia la nota - sono il risultato di una serie di errori commessi negli anni da tutti i soggetti in causa, e la scelta dell’amministrazione di Mirandola è l’ultimo di questa catena di errori, peraltro con effetti potenzialmente letali per il futuro dell’Ucman. La notizia ha stupito le nostre associazioni, perché fino a pochi giorni fa sembrava che le intenzioni degli enti locali fossero quelle di rivedere tutto il funzionamento e l’organizzazione dei servizi in capo all’Unione, partendo dal presupposto che molto ci sia da fare e da correggere. Ma non ci si aspettava certo un cambiamento così repentino di rotta da parte del Comune principale».
E qui parte la stoccata a Mirandola: «Non comprendiamo i veri motivi di tale decisione. Non siamo a conoscenza di studi e analisi che dimostrino i vantaggi o gli svantaggi per i cittadini e le imprese. Se veramente tale posizione verrà confermata anche nei prossimi passaggi istituzionali, si corre il rischio di procurare un serio danno economico e sociale a tutta la Bassa modenese».
Ma anche gli altri paesi non vengono risparmiati dall’implacabile analisi delle associazioni: «D’altra parte - si legge nella nota - è altrettanto incomprensibile che la partecipazione dei diversi comuni dell’Area a questa struttura sia stata solo parziale: lamentarsi ora, della presunta perdita di influenza dell’Unione da parte di chi non ha contribuito a rafforzarla, significa piangere lacrime di coccodrillo».
C’è infine una premonizione sui rischi che la Bassa potrebbe correre e un auspicio. «Il danno più grave - condivide Rete Imprese - sarà la perdita di rappresentatività dell’intero territorio come abbiamo già avuto modo di ribadire. In un contesto di grave difficoltà economica come l’attuale che richiederebbe una maggiore condivisione tra le singole amministrazioni sulle modalità di intervento sociale ed economico, si chiede al Comune di Mirandola di sospendere l’iter amministrativo, una sorta di “Time Out” per analizzare bene i pro e i contro, al fine di lavorare ad un progetto comune di rafforzamento dell’Unione. Auspichiamo che da questa crisi si esca con la volontà politica di riqualificare l’Unione. Per questo chiediamo fortemente, per l’ennesima volta, che tutti i Comuni dell’Area annuncino l’intenzione politica di conferire tutti i servizi ad Ucman, convocando in tempi brevissimi i Consigli comunali necessari ad approvare questo passaggio, e contemporaneamente, che l’amministrazione di Mirandola faccia un passo indietro». —
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