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Alberghi di famiglia, beffa Imu «Io consiglio di non pagare»

Daniele Montanari
Alberghi di famiglia, beffa Imu «Io consiglio di non pagare»

Il sindaco Nizzi e la falla: «Se proprietà e gestore sono diversi non ci sono aiuti Molti hotel dell’Appennino risultano in questa situazione, il Governo intervenga»

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«Macché esenti dalla prima rata Imu: con queste norme la stragrande maggioranza degli albergatori di Fiumalbo si troverà costretta a pagare un’imposta profondamente ingiusta che dopo un inverno disastroso rappresenta davvero la mazzata finale. E così credo tanti altri alberghi della montagna». A lanciare l’allarme è il sindaco Alessio Nizzi, facendo anche un passo ulteriore in vista della scadenza del 16 giugno: «Come amministrazione invitiamo i cittadini ad aspettare a pagare, confidando in una modifica dei criteri stabiliti nel decreto Rilancio».

Il fatto è questo: così come uscito, il decreto prevede per i fabbricati di categoria catastale D2, come gli alberghi, l’esenzione dal pagamento della prima rata Imu solo nel caso che si sia, oltre che proprietari, gestori dell’attività ricettiva. Cosa che è scontata nel caso delle grandi catene commerciali, ma nell’Appennino delle conduzioni famigliari la situazione è ben diversa: «Capita spessissimo che la proprietà dei locali sia rimasta ai padri o ai nonni mentre per la gestione sono subentrate le nuove generazioni: a Fiumalbo è così nella quasi totalità dei casi» nota Nizzi.

Ai proprietari tocca quindi il pagamento come se nulla fosse. «E sarà un disastro - sottolinea - per i nostri piccoli alberghi. Mi auguro che le associazioni di categoria, dalle quali ad oggi non ho sentito prese di posizione su questa problematica, si uniscano a questo mio grido d’allarme. Faccio appello anche al nostro presidente della Regione Bonaccini e al neo assessore alla Montagna Lori, affinché si facciano promotori di questa istanza presso il Governo e il Parlamento. Molte azioni o richieste sono state anticipate a livello regionale facendo da apripista per analoghe decisioni statali: mi auguro possa succedere anche in questo caso».

GLI SGRAVI LOCALI

Ma nel frattempo la sua giunta non è stata con le mani in mano: ha già predisposto una variazione di bilancio che prevede per gli alberghi l’azzeramento per il 2020 in tutti i casi, anche se il proprietario non è gestore, della parte comunale dell’imposta: l’1,9 per mille, visto che il restante 7,6 (su un totale del 9,5 per mille) va allo Stato.

«Ma abbiamo previsto anche una sostanziosa riduzione dell’aliquota per bar, ristoranti e negozi (categoria C1), che sono parimenti rimasti chiusi per l’emergenza. E sempre con risorse comunali abbiamo stabilito una riduzione della Tari proporzionale ai giorni di stop dell’attività, nonché l’esenzione totale dalla Tosap (l’imposta per l'occupazione del suolo pubblico) non solo per bar e ristoranti ma per tutte le attività di commercio al dettaglio».

Visto che di manovra correttiva di bilancio si tratta, per diventare operativa ha bisogno dell’approvazione nel prossimo Consiglio previsto a fine mese. «Anche per questo, in attesa della concretizzazione degli sgravi locali invitiamo ad attendere a pagare l’Imu: albergatori, ristoratori e commercianti potranno procedere con un ravvedimento operoso quando saranno effettive le nostre agevolazioni. Il Comune di Fiumalbo ha fatto tutto ciò che poteva per venire incontro ai cittadini: ora bisogna che anche lo Stato faccia la sua parte fino in fondo». —



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