Casa di riposo Madonnina, la nuova struttura pronta nel 2022
L’assessore Pinelli ha risposto in aula al consigliere Cirelli (Pd): a realizzare la nuova Cra dopo la rinuncia di Dolce sarà la Kos Care di Milano
Sarà la Kos Care Srl di Milano a realizzare la nuova Casa residenza per anziani sull’area del lotto Madonnina assegnato dal Comune di Modena in diritto di superficie. La stesura del progetto definitivo è prevista entro l’anno e il passaggio successivo è costituito dal rilascio del permesso di costruire per poi andare alla fase di realizzazione; verso la fine del 2022 la struttura potrebbe quindi essere pronta e in esercizio.
Lo ha detto l’assessore alle Politiche sociali Roberta Pinelli nella seduta del Consiglio comunale di giovedì scorso, rispondendo all’interrogazione del consigliere Alberto Cirelli del Partito democratico. Il consigliere, che ha anche chiesto se esistono «penali per società che alla vigilia della partenza dei lavori, senza preavviso, creino un rallentamento ed un grave danno alla collettività su problematiche rilevanti e strategiche per l’intera comunità», ha domandato alla giunta quale sarà il percorso che ora l’amministrazione intende perseguire e quali nuove tempistiche si possono ipotizzare.
L’assessore Pinelli ha quindi ricordato l’intero iter che, dopo la rinuncia formale della Coop Dolce aggiudicataria della procedura di gara, ha portato l’amministrazione comunale a interpellare la ditta, seconda in graduatoria, per verificarne l’interesse a realizzare il progetto e la conferma da parte della ditta giunta ad aprile, sia per la parte progettuale sia per quella economica.
Il progetto di Kos Care Srl prevedeva la costruzione di una struttura per 140 posti complessivi, suddivisa sostanzialmente in due Cra gemelle di 70 posti ciascuna, permettendo di ampliare significativamente l’offerta sul territorio comunale. «Non è oggi prevedibile quanto potrebbe incidere sul progetto - ha concluso l’assessore - l’emergenza sanitaria che tanti effetti ha avuto sulle strutture residenziali per anziani. Qualora le valutazioni, che saranno condotte in ambito anche sanitario a livello regionale, dovessero portare ad una revisione degli standard previsti, potrebbe rendersi necessario, o quanto meno opportuno, un confronto con l’offerente con una possibile rivisitazione del progetto».
Dopo la trasformazione in interpellanza, la consigliera Elisa Rossini (Fratelli d’Italia - Popolo della famiglia) ha sottolineato: «L’emergenza ci deve condurre a ripensare il sistema delle Cra, che ha dimostrato fragilità. Si tratta di strutture troppo grandi per accogliere persone fragili; 70 ospiti sono troppi e sono emerse nuove esigenze delle famiglie, anche per garantire maggiore serenità al congiunto. Il modello dei servizi potrebbe non rispondere più alle reali necessità». —
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