Mirandola-exit, “no” di revisori e Regione
Due pareri negativi ma la Lega va avanti. Ganzerli: «Rischio di nullità e dell’apertura di un procedimento in Corte dei Conti»
mirandola
Al parere tecnico negativo della Ragioneria, la Mirandola-exit ne aggiunge altri due di peso: contro l’uscita dall’Unione si schierano sia i revisori dei conti del Comune sia l’ufficio legale della Regione a cui il segretario generale, Maria Assunta Manco, aveva chiesto un parere. Se n’è discusso anche ieri, una accesa commissione consigliare, dove è comunque emersa la volontà politica della Lega di proseguire nel recesso dall’Area Nord, facendo leva su altri pareri legali più incoraggianti. Roberto Ganzerli, capogruppo del centrosinistra, va però all’attacco.
Dopo lo scontro sui pareri, la maggioranza andrà avanti, secondo lei?
«Noi non facciamo questioni di carte bollate. La Lega ha il diritto di provare a perseguire i suoi obiettivi, anche se sbagliati, ma dovrebbe rispettare tre condizioni minime, direi elementari: presentare i costi e benefici di ciò che propone; discutere coi cittadini, ai quali non ha presentato le proprie intenzioni in campagna elettorale; e infine studiare e seguire le procedure corrette, prima di partire con delibere che rischiano di non valere nulla e di esporre i consiglieri di fronte alla Corte dei Conti. Il voto non li mette al di sopra delle leggi, l’avvocato Greco dovrebbe saperlo».
Ma secondo lei perché hanno accelerato?
«Sono fermi e vogliono dare l’illusione di smuovere tutto. La ricostruzione non è merito loro. Le luminarie e le feste vanno bene, ma non sono un cambiamento epocale. E anche con l’Unione, ammesso che ci possano essere ricadute positive per i cittadini, mi pare che tutto si riduca a spostare uffici e personale».
Greco e Golinelli sostengono però che Mirandola da sola farà molto meglio.
«Per ora l’unica cosa certa è che perderemo almeno 100mila euro della Regione, dovremo pagare un manager che non verrà gratis, assumere nuovo personale e pagare da soli i dirigenti che condividiamo. Prima si decide, poi si va a vedere l’effetto che fa. E poi, se sanno cosa fare e Mirandola ha le competenze per fare da sola, come dice il sindaco, perché ci vuole un manager per dirci come fare? E intanto, cosa facciamo sul Covid?»
Lei che farebbe?
«Proponiamo una variazione di bilancio per concentrare risorse in tre direzioni: la scuola, per garantire la riapertura nella massima sicurezza; il sostegno dei commercianti e artigiani colpiti dalla crisi, tagliando per il 2020 Tosap e Tari, e del mondo associativo dello sport e della cultura; e un piano di manutenzione di strade e verde (e piantumazione di alberi) a partire dalle frazioni».
E quindi, l’Unione?
«Ha già detto Paolo Negro: noi siamo pronti a discutere, ma per riformare, non per distruggere». —
f.d.
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