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Lutto nel giornalismo 

Morto l’ex direttore Pier Vittorio Marvasi lo scopritore di Berselli e uomo di Prodi

Morto l’ex direttore Pier Vittorio Marvasi lo scopritore di Berselli e uomo di Prodi

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È morto Pier Vittorio Marvasi, direttore della Gazzetta di Modena dal 1986 al 1988. Aveva 82 anni.



Amava la musica lirica, gli piaceva scrivere di economia, soprattutto dei retroscena di un mondo all’epoca rampante e popolato di personaggi “che vanno raccontati”.

Erano gli Anni Ottanta, Modena stava diventando “grande” tra eccellenze e ceramica, e Pier Vittorio Marvasi, giornalista proveniente dal Resto del Carlino dover era stato caporedattore, venne nominato direttore della Gazzetta di Modena.

Per circa tre anni ha guidato questo giornale portando nella redazione la sua esperienza bolognese, la sua curiosità giornalistica e la sua “visione” dell’informazione locale.

Era di statura bassa, ma di cultura elevata. E proprio la sua cultura gli fece apprezzare quella altrui: fu lui, appena arrivato alla direzione, a proporre a un dirigente della casa editrice Il Mulino di scrivere articoli di costume e di politica. Ne aveva intuito il talento, l’arguzia. Era Edmondo Berselli, intellettuale e scrittore, una delle “penne” più pungenti e rivelatrici, sempre attuale. Un vero maestro, che così ricordò sull’Espresso come Marvasi lo portò alla Gazzetta: «La vicenda giornalistica è venuta piuttosto tardi, quando nel 1986 Pier Vittorio Marvasi divenne direttore della Gazzetta di Modena e mi chiese di collaborare. Scrivevo un editoriale ogni settimana, di solito la domenica, per 25mila lire nette. Marvasi e io avemmo un certo successo in città. Il giornale divenne un punto di riferimento. Si suscitavano discussioni. Qualcuno cominciò a seguirmi… Il primo articolo che ho scritto fu una sorta di lettera aperta alla Gazzetta di Modena, in cui sostenevo che la città era un mortorio, incapace di valorizzare gli spiriti liberi, priva di outsider intelligenti. Concludevo dicendo che Modena era davvero la città dei tortellini e dello zampone, cioè i simboli di “una cucina che macina tutto”. Seguì un formidabile dibattito che durò per settimane, con grande soddisfazione di Marvasi».

Marvasi ha lavorato nei quotidiani (come inviato, editorialista, redattore capo e direttore della Gazzetta), ma anche in altre settori dell’informazione: periodici, imprese industriali e bancarie, società di studi economici, organizzazioni imprenditoriali e politiche.

Ha fatto parte della “squadra” di i Romano Prodi, lavorando per Nomisma e diventando suo portavoce all’epoca dell’Ulivo. Durante il primo governo del Professore tenne i rapporti con la stampa sulla piazza di Bologna. In seguito, è stato presidente del Comitato regionale per la comunicazione (Corecom) dell’Emilia-Romagna e consigliere d’amministrazione del Teatro Comunale di Bologna.

«Giornalista brillante, profondo conoscitore della realtà regionale e del suo sistema economico, attento cronista della politica, europeista convinto». Così lo ricorda il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. —

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