Gazzetta di Modena

Modena

Bullizzato da 10 mesi, decide di ribellarsi

Francesco Dondi

Il 15enne, vessato a scuola e alla fermata del bus, di nuovo aggredito. Ha chiesto aiuto: denunciato l’aggressore 17enne

3 MINUTI DI LETTURA





CAVEZZO

Il prepotente che per bullarsi della propria superiorità si accanisce contro il più debole del gruppo, vessandolo, sbeffeggiandolo, arrivando persino ad umiliarsi. Di storie così ne sono piene le cronache di paese, ma questa volta di mezzo ci si sono messi i carabinieri di Cavezzo e della Compagnia di Carpi e una famiglia che ha scelto di non archiviare come travaglio giovanile quel disagio manifestato dal proprio figlio adolescente. E ora il bullo, un 17enne del paese, dovrà affrontare le ripercussioni del tribunale dei Minori che dovrà giudicarlo dopo la denuncia inoltrata dall’Arma alla procura di Bologna.

DIECI MESI

Settembre 2019, il giovane studente si iscrive all’istituto “Galilei” di Mirandola. Chi lo conosce lo descrive come un ragazzino timido ed introverso: la vittima ideale per un branco di prepotenti. Ed infatti in pochi giorni il 15enne finisce nel mirino del 17enne con il quale condivide lo stesso istituto scolastico e la fermata della corriera che utilizzano per il raggiungere Mirandola. E infatti le vessazioni avvengono nei momenti più disparati.

I DISPETTI

Prima ci sono le offese, quelle che fanno male, che ti entrano dentro e annientano la già limitata autostima. Fanno riferimento all’aspetto fisico, alla debolezza e arrivano a quelle tipiche da bettola. Ma le parolacce sono soltanto il trampolino per un’escalation che non si arresta: c’è lo zaino da strappare, gli spallacci da allentare, i libri da prendere e disperdere davanti a tutti, magari alla fermata del bus. Si tratta di messaggi incontrovertibili che rendono lo studente più giovane ormai in balia dell’altro, il quale non disdegna semi aggressioni nei corridoi scolastici, corredate di spinte, qualche schiaffo e cantilene sbeffeggianti.

L’ADDIO ALLA SCUOLA

In inverno la vittima è ormai esasperato e sceglie di confessarsi con la madre, che a più riprese chiede aiuto alla dirigenza scolastica. Non ne può più di quella situazione e l’unica strategia che riesce a vedere davanti a sé è quella di abbandonare la scuola, cosa che in effetti farà nel prossimo anno. E così si allontana dalle lezioni, dall’autobus, dai corridoi del “Galilei”. E’ un travaglio necessario a scacciare il bullismo, ma è solo un palliativo.

L’ULTIMA AGGRESSIONE

Eppure quel bullo non esce dalla vita del 15enne che suo malgrado è costretto a rivederlo a Cavezzo. Lui è arrivato da San Possidonio con un altro paio di coetanei per incontrare un amico, l’altro lo sorprende alle spalle, circondato dalla compagnia di sodali: li riprenderanno anche le telecamere di sicurezza della polizia locale mentre si aggirano a Cavezzo. L’ennesimo dispetto è pronto per essere servito. Il branco si avvicina alla giovane vittima e iniziano le prese in giro fino a quando il 17enne gli sottrae il cellulare e lo scaraventa a terra, rompendo lo schermo. Poi si allontana. La vittima non sa che fare e decide di chiamare i carabinieri perché il padre è a casa con i fratelli e la mamma al lavoro. Una pattuglia arriva, lo trova smarrito e impaurito. Lo riporta a casa e in quel modo, anche grazie al colloquio con il capitano Alessandro Iacovelli, il ragazzino sceglie di aprirsi, di raccontare le vessazioni e le umiliazioni ma soprattutto decide di chiudere con quei dieci mesi da incubo. Il resto lo farà l’Arma con una denuncia infamante per il bullo. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google